A Daily Nudge / Un Incoraggiamento Giornaliero

Online Mentorship/Il Tuo Mentore in Linea

11 October 2020 / 11 Ottobre 2020

Let There Be Light Seven Steps Toward Hashem

Sia Luce Sette Gradini Verso Hashem

10 October 2020 / 10 Ottobre 2020

Sparks of Wisdom Reflections On the High Holidays 

Scintille di Saggezza Riflessioni sulle Feste Ebraiche Comandate

Sparks Od Wisdom Reflections On The High Holidays

09 October 2020 / 09 Ottobre 2020

A Word From the Rabbi and the Rebbetzin Una Parola dal Rabbino e dalla Rebbetzin

shemini

20 September 2020 / 20 Settembre 2020

Devotional for Yom Kippur 5781 Devozionale per Yom Kippur 5781

Day 1

Giorno 1

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17 Agosto 2020 / 17 August 2020

3 minuti

3 minutes

Mitsvot foto

17th June 2020 / 17 Giugno 2020

Guarigione

Credere nel Santo di Israele, che sia benedetto Hashem (Dio), durante e dopo aver fatto qualcosa nella nostra vita quando lo serviamo o quando dobbiamo fare qualcosa nel nostro lavoro, a scuola, all’università, tra qualsiasi attività … Hashem (Dio) è lì per darci gli strumenti e le abilità per realizzare qualcosa, se qualcosa non funziona, Hashem (Dio) ha una buona ragione per cui le cose stanno andando come se fossero contro la nostra volontà, è triste notizia, lo so, quindi con fede , pazienza, lacrime preghiamo Hashem (Dio), chiedendo con cuore amorevole al Padre celeste il Suo aiuto.

Sappiamo che ci sono momenti difficili, ma tutto può trasformarsi in bene, quando crediamo in Hashem (Dio), proprio quando le cose sono così cattive lì nel nostro cuore la Luce Divina è illuminata in ogni momento, leggiamo la Torah e il Brit Chadashah, ci sono (miracoli, salvezza, santità). dici Si! Io credo in te, Mio Signore.

Per favore leggi questo allegato e sii benedetto nel nome di Yeshua, Amen.

Hashem (Dio) e’ il nostro guaritore – Hashem (God) is our Healer (PDF)

Healing

To believe in the Holy One, blessed be He before, during and after doing something in our life when we are serving Him, or when we need to do something in our work, at school, at university, between any activity … Hashem (God) is there to give us the tools and skills to accomplish something, if something does not work, Hashem (God) has a good reason things are going as if against our will, it is sad news, I know, so with faith, patience, tears we pray Hashem (God), asking with a loving heart to the Father in Heaven for His help.

We know there are difficult moments, but everything can turn to the good, when we believe in Hashem (God), just when things are so bad there in our heart the Divine Light is illuminated at all times, we read the Torah and the Brit Chadashah, there are (miracles, salvation, holiness), Say, Yes! I believe in You, my Lord.

Please read this attachment and be blessed in Yeshua’s Name, Amen.

Hashem (Dio) e’ il nostro guaritore – Hashem (God) is our Healer (PDF)

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03rd May 2020 / 03 Maggio 2020

Find Peace Amidst the Panic and Fear with Hashem (God)

Please submit the Form via Email to vohjm2013@gmail.com 

Ecco come puoi trovare pace con HASHEM nel mezzo del panico e della paura

Per favore sottometti il modulo via email a vohjm2013@gmail.com

20th April 2020 / 20 Aprile 2020

Quinto ed Ultimo Episodio Progetto Comunitario #BoYeshuaBo #StiamoACasa / Fifth and Last Episode Community Project #BoYeshuaBo #StayHome

Corso Liberi dallo Stress – Lezione 4 (Video) + (Audio) + (Lezione 4)

Course Stress Free  – Lesson 4 (Video) + (Audio) + (Lesson 4)

Testimonianza di Fede (Video) (Audio)

Testimony of Faith (Video) (Audio)

13th April 2020 / 13 Aprile 2020

Quarto Episodio Progetto Comunitario #BoYeshuaBo #StiamoACasa / Fourth Episode Community Project #BoYeshuaBo #StayHome

Corso Liberi dallo Stress – Lezione 3 (Video) + (Audio) + (Lezione 3)

Course Stress Free  – Lesson 3 (Video) + (Audio) + (Lesson 3)

Testimonianza di Fede (pdf)

Testimony of Faith (pdf)

6th April 2020 / 6 Aprile 2020

Terzo Episodio Progetto Comunitario #BoYeshuaBo #StiamoACasa / Third Episode Community Project #BoYeshuaBo #StayHome

Corso Liberi dallo Stress – Lezione 2 (Video) + (Audio) + (Materiale Didattico )

Course Stress Free  – Lesson 2 (Video) + (Audio) + (Study Book)

Testimonianza di Fede in Yeshua (Video)

Testimony of Faith in Yeshua of Giuseppe Scalas (PDF)

30th March 2020 / 30 Marzo 2020

Secondo Episodio Progetto Comunitario #BoYeshuaBo #StiamoACasa (Video)

Secondo Episodio Progetto Comunitario #BoYeshuaBo #StiamoACasa (Audio)

Corso Liberi Dallo stress – Lezione 1 (Materiale Didattico)

Testimonianza di Fede In Yeshua (Video)

Second Episode Community Project #BoYeshuaBo #StayHome (Video)

Second Episode Community Project #BoYeshuaBo #StayHome (Audio)

Stress Free Course – Lesson 1 (Study Book)

Testimony of Faith in Yeshua by Carmela Giagnotto (Video with English Transcript)

28th March 2020 / 28 Marzo 2020

Liberi dallo Stress – Corso in Quattro Lezioni – Presentazione del Corso Online

Stress Free – Course in Fours Lessons – Online Course Presentation

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25th March 2020/25 Marzo 2020

Pesach (Passover) is near, Are You ready?

Pesach (Pasqua Ebraica) e’ vicina, siete pronti?

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10th of March 2020

The Rose of Sharon – My Testimony of Faith in Yeshua The Messiah of Israel – Gavriela Frye

La Rosa di Sharon – La mia Testimonianza di Fede in Yeshua Il Messia di Israele – Gavriela Frye

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12th December 2019 (English)

Would love to be with Hashem, but I am much needed here on earth!

I am torn between the two – having a desire to leave and be with the Messiah which is far better; yet for your sake, to remain in the body is more necessary. (TLV) Philippians 1: 23-24

Feeling needed is a powerful motivator for good. Paul would rather be with the Messiah in the next life but feels that he is needed more by those in this life to whom he is now ministering. To the extent we can encourage others to feel needed is the extent to which they will be committed to serve with us in ministry and life situations in general.

12 Dicembre 2019

Mi piacerebbe stare con Hashem, ma sono molto necessario ancora qui sulla terra!

23 Sono stretto da due lati: da una parte ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio; 24 ma, dall’altra, il mio rimanere nel corpo è più necessario per voi. Filippesi 1: 23-24
 
Sentirsi necessari è un potente motivatore per il bene. L’Apostolo Paolo avrebbe preferito stare con il Messia nella prossima vita, ma sentiva di essere più necessario per coloro ai quali stava ministrando. La misura in cui possiamo incoraggiare gli altri a sentirsi necessari è la misura in cui saranno impegnati a servire con noi nel ministero e nelle situazioni di vita in generale.

20 november 2019 (English)

Alive to Thrive is a biblical guide to preventing teen suicide. Anyone who interacts with teens can learn how to help prevent suicidal thinking through sound practical and clinical advice, and more importantly, biblical principles that will provide a young person with hope in Yeshua (Christ). Here is the free ebook for your. Hashem’s blessings! 

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30 October 2019 (In English)

You are the blossom on my side (Isaiah 43:8)

Hashem wants us to give up everything we have done in our own strenght and surrender to His will, so that He shall sow His seed in our flower and as we are open to His plan He is going to show us the fruit of His work in us.

30 Ottobre 2019 (In Italiano)

Sei il fiore dalla mia parte (Isaia 43: 8)

Hashem vuole che rinunciamo a tutto ciò che abbiamo fatto nella nostra forza e ci arrendiamo alla Sua volontà, in modo che Egli possa seminare il Suo seme nel nostro fiore e quando saremo aperti al Suo piano, ci mostrerà il frutto del Suo lavoro in noi.

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24 Settembre 2019 (In Italiano)

HASHEM CI VEDE LADDOVE SIAMO

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August 28, 2019

Hashem disciplines us

Now all discipline seems painful at the moment – not joyful. But later it yields the peaceful fruit of righteousness to those who have been trained by it. (TLV) Hebrews 12:11
 
The purpose of God’s discipline in the present is that the pain associated with His correction be instructive and transformative in making us better, stronger and more successful in the future. If we embrace His discipline, it will yield an understanding of right and wrong which will bring a harvest of peace and success into our lives. Rejecting God’s correction will inevitably lead to a life characterized by increasing disorder, stress and confusion.

28 Agosto 2019

Hashem ci Disciplina

Ora tutta la disciplina sembra dolorosa al momento – non gioiosa. Ma in seguito dà il pacifico frutto della giustizia a coloro che ne sono stati addestrati. (TLV) Ebrei 12:11

Lo scopo della disciplina di Hashem nel presente è che il dolore associato alla Sua correzione sia istruttivo e trasformativo nel renderci migliori, più forti e di maggior successo in futuro. Se abbracciamo la Sua disciplina, essa produrrà una comprensione del giusto e dell’errore che porterà un raccolto di pace e successo nella nostra vita. Rifiutare la correzione di Hashem porterà inevitabilmente a una vita caratterizzata da crescente disordine, stress e confusione.

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26 Agosto 2019

SPINGI!

Galati 6:9-10 “Non ci scoraggiamo di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. Così dunque, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti; ma specialmente ai fratelli in fede.”

La persistenza in ogni sforzo è una chiave fondamentale per il successo. Ciò è particolarmente vero nel cercare una svolta attraverso una parola, una promessa o una guida che Hashem ti ha dato. Se sei sicuro della guida di Hashem, spingiti in avanti fino a quando Hashem non ti dà il successo che aspetti da Lui. Non lasciare mai che le circostanze ti scoraggino ad abbandonare ciò che hai nel tuo cuore che Hashem ti ha rivelato. Sii determinato. Scegli di persistere e di non mollare mai!

August 26, 2019

PUSH!

So let us not lose heart in doing good, for in due time we will reap if we don’t give up. Therefore, whenever we have an opportunity, let us do good toward all – especially those who belong to the household of faith.  (TLV) Galatians 6:9-10

Persistence in any endeavor is a critical key to success. This is especially true in seeking a breakthrough on a word, promise or leading God has given to you. If you are sure of God’s leading, push through until God gives you success. Never let circumstances discourage you to abandon what you know in your heart God has revealed to you. Be determined. Choose to persist and never give up! 

Matteo 8 23-26

21 Agosto 2019

Yeshua ci Insegna a Gestire la Paura

Quando salì sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. (24) Improvvisamente, una grande tempesta sorse sul mare, cosicché la barca fu coperta dalle onde. Ma Yeshua continuava a dormire. Quindi vennero e Lo svegliarono, dicendo: “Maestro, salvaci! Stiamo morendo! “Disse loro: “Perché hai paura, o voi di poca fede? “Poi si alzò e rimproverò i venti e il mare, e divenne completamente calmo. Matteo 8:23-26

Il pericolo della tempesta era immediato e reale. Le parole di rimprovero di Yeshua erano dirette alla paura dei discepoli, non alla tempesta. Li ha istruiti a gestire la loro paura venendo da Lui credendo e confidando che Hashem ha l’autorità finale in ogni situazione, non importa quanto disperata appaia. Ha quindi dimostrato la saggezza di questo approccio calmando la tempesta … completamente.

August 21, 2019

Yeshua teaches us to manage fear

As He got into the boat, His disciples followed Him. (24) Suddenly, a great storm arose on the sea, so that the boat was being covered by the waves. But Yeshua kept on sleeping. So they came and woke Him up, saying,Master, save us! We’re perishing!” He said to them, “Why are you afraid, O you of little faith?” Then He got up and rebuked the winds and the sea, and it became totally calm.(Matthew 8: 23-26) 

The danger of the storm was immediate and real. Yeshua’s words of rebuke were directed at the disciples fear, not the storm. He instructed them to handle their fear by coming to Him in faith believing and trusting that Hashem has the final authority in every situation no matter how desperate it appears. He then demonstrated the wisdom of this approach by calming the storm… completely.

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15 Agosto 2019

La Gloria Di Hashem (Dio)

Hashem (Dio) stava facendo miracoli straordinari per mano di Paolo, cosicché persino fazzoletti e grembiuli che gli toccavano la pelle venivano portati ai malati, e le malattie li lasciavano e gli spiriti maligni uscivano da loro. (TLV) Atti 19:11-12 
 
Incoraggiamento: Come vediamo nella vita di Paolo, Hashem (Dio) ama usare i Suoi fedeli servitori per compiere opere straordinarie. Tuttavia, è saggio tenere presente che qualunque trionfo nostro è possibile solo perché Hashem (Dio) lo sta manifestando e potenziando attraverso di noi. Pertanto, per il successo continuo della Sua opera in noi, non è forse prudente dare ad Hashem (Dio) il merito e la lode per tutte le nostre vittorie? Ricordiamo: “Chiunque si esalta sarà umiliato, e chiunque si umilia sarà esaltato”. (Matteo 23:12) (TLV)

August 15, 2019

The Glory of Hashem (God)

Hashem (God) was doing extraordinary miracles by Paul’s hands, so that even handkerchiefs and aprons that touched his skin were brought to the sick, and the diseases left them and the evil spirits went out of them. (TLV) Acts 19: 11-12

Nosh: As we see in Paul’s life, Hashem (God) loves to use His faithful servants to accomplish extraordinary exploits. However, it is wise to keep in mind that whatever triumph is ours is only possible because He is empowering it. Therefore, for continued success, is it not prudent to give Hashem (God) the credit and praise for all of our victories? Remember, Whoever exalts himself will be humbled, and whoever humbles himself shall be exalted.” (Matthew 23:12) (TLV)

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1 Agosto 2019

Perchè dormite?

E disse loro: “Perché dormite? Alzatevi e pregate, in modo da non entrare in tentazione.” (TLV) Luca 22:46

La preghiera è un’interazione personale e intima con Hashem ( Dio). Attraverso il Suo Santo Ruach (Spirito), la preghiera offre a Dio l’opportunità di parlare nelle nostre vite e incoraggiarci e rafforzarci soprannaturalmente. Come indica Yeshua stesso in questo verso, la preghiera funge da protezione contro la possibilità che diventiamo freddi con Lui e cadiamo in tentazione. La preghiera rafforza la nostra capacità di essere fedeli a Dio. Veramente, la preghiera regolare e la lettura della Parola di Dio sono i pilastri di una relazione di successo con Dio per tutta la vita!

August 1, 2019
Why are you sleeping?
And He said to them, “Why are you sleeping? Get up and pray, so that you won’t enter into temptation.” (TLV) Luke 22:46
Prayer is a personal, intimate interaction with Hashem (God). Through His Holy Ruach (Holy Spirit), prayer gives God the opportunity to speak into our lives and supernaturally encourage and strengthen us. As Yeshua Himself indicates in this verse, prayer acts as a protection against the possibility that we become cold to Him and fall away. Prayer strengthens our ability to be faithful to God. Truly, regular prayer and the reading of God’s Word are the pillars of a successful life-long relationship with God.

25 Luglio 2019

Come migliorare la nostra preghiera

Riferimenti Biblici:

Numeri 27:7-9

Numeri 9:7-10

https://soundcloud.com/user-114005263/sets/studio-della-torah-in-italiano

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14 June 2019

Abundant life in times of distress

The Biblical scriptures contain truth that applies to all of our lives and have tremendous amount to say about how we live our lives and work our jobs. Hashem, as it is shown in the Bible has a view of work and productivity, that is vastly different from our culture’s view:

Our culture says work is for self-fulfillment. The Bible says that work is about glorifying Hashem (Colossians 3:17,23).

Our culture says we should store up as much wealth as we can. The Bible says that we are to pursue eternal treasures rather than earthly ones (Matthew 6:19-20). Our culture thinks that worship is what believers in Yeshua (Jesus Christ) do for an hour each Sunday. The Bible says that we can do everything in the name of the Lord Yeshua (Jesus) and give thanks to Hashem the Father through him (Colossians 3:17).

We all have the opportunity to worship Hashem at work through our attitude, witness, work habits, and by what we produce. We need to be people who take our work seriously and seek to be as productive as possible for the glory of Hashem. Our work and productivity matter to Hashem and are profoundly important in His eyes. This goes for every job we may have. If we’re mopping floors for a living, we are mopping floors for the glory of Hashem. Working productively allows you to honor Hashem by maximizing the use of our time and to do more good works for His glory. This is what believers in Yeshua (Jesus) productivity is all about.

I like how Martin Luther King Jr. put it:

“If a man is called to be a street sweeper, he should sweep streets even as Michelangelo painted, or Beethoven composed music, or Shakespeare wrote poetry. He should sweep streets so well that all the hosts of heaven and earth will pause to say, here lived a great street sweeper who did his job well.”

Below are several foundational truths in understanding what the Biblical scriptures say about productivity. I pray that Hashem uses it to mold our mind and heart to be more productive in whatever we do for His glory.

So, How can we be productive according to the Bible

1. We have to Recognize that Hashem created us to be productive.

“And God blessed them. And God said to them, “Be fruitful and multiply and fill the earth and subdue it, and have dominion over the fish of the sea and over the birds of the heavens and over every living thing that moves on the earth.”” (Genesis 1:28)

2. We need to Know that Yeshua (Jesus) requires a return on our life.

The Parable of the Talents in Matthew 25:14-30 tells us that Jesus wants us to make the best use of our time for his sake.

“Well done, good and faithful servant. You have been faithful over a little; I will set you over much. Enter into the joy of your master.” (Matthew 25:24)

3. We have to seek after living productively because this is important to Hashem.

“Look carefully then how you walk, not as unwise but as wise, making the best use of the time, because the days are evil. Therefore do not be foolish, but understand what the will of the Lord is.” (Ephesians 5:15-17)

“So teach us to number our days that we may get a heart of wisdom.” (Psalm 90:12)

4. Acting in Hashem’s power, work for the peace and prosperity of all.

“But seek the welfare of the city where I have sent you into exile, and pray to the Lord on its behalf, for in its welfare you will find your welfare.” (Jeremiah 29:7)

“In the same way, let your light shine before others, so that they may see your good works and give glory to your Father who is in heaven.” (Matthew 5:16)

5. We need to recognize that doing good works is how Hashem describes being productive.

“For we are his workmanship, created in Yeshua (Christ Jesus) for good works, which God prepared beforehand, that we should walk in them.” (Ephesians 2:10)

6. Let’s work our hardest in all we do for God’s glory. We will be rewarded.

“Whatever you do, work heartily, as for the Lord and not for men, knowing that from the Lord you will receive the inheritance as your reward. You are serving the Lord Christ.” (Colossians 3:23-24)

“So, whether you eat or drink, or whatever you do, do all to the glory of God.” (1 Corinthians 10:31)

7. We have to make loving Hashem and loving others a motivating factor in all you do, including work.

“You shall love the Lord your God with all your heart and with all your soul and with all your mind. This is the great and first commandment. And a second is like it: You shall love your neighbor as yourself. On these two commandments depend all the Law and the Prophets.” (Matthew 22:37-40)

8. We need to seek to be as wise and effective we can be at what Hashem has called us to.

“Go to the ant, O sluggard; consider her ways, and be wise. Without having any chief, officer, or ruler, she prepares her bread in summer and gathers her food in harvest.” (Proverbs 6:6-8)

9. We need to fight laziness. It only makes life harder for others and is inherently destructive.

“Whoever is slack in his work is a brother to him who destroys.” (Proverbs 18:9)

10. We need to seek a deeper understanding of Hashem’s grace to us in Yeshua (Jesus Christ), because it cultivates productivity.

“But when the goodness and loving-kindness of Yeshua our Savior appeared, he saved us, not because of works done by us in righteousness, but according to his own mercy, by the washing of regeneration and renewal of the Holy Spirit, whom he poured out on us richly through Yeshua (Jesus Christ) our Savior, so that being justified by his grace we might become heirs according to the hope of eternal life. The saying is trustworthy, and I want you to insist on these things, so that those who have believed in God may be careful to devote themselves to good works. These things are excellent and profitable for people.” (Titus 3:4-8)

11. We have to continually renew our mind to help us follow Hashem’s will for what we should accomplish.

“Do not be conformed to this world, but be transformed by the renewal of your mind, that by testing you may discern what is the will of God, what is good and acceptable and perfect.” (Romans 12:2)

14 Giugno 2019

Vita Abbondante in Tempi di Profondo Sconforto

Le scritture bibliche contengono verità che si applicano a tutte le nostre vite e hanno un enorme valore da dire su come viviamo le nostre vite e svolgiamo il nostro lavoro. Hashem, come è mostrato nella Bibbia, ha una visione del lavoro e della produttività, che è molto diversa dalla visione della nostra cultura:

La nostra cultura dice che il lavoro serve alla autorealizzazione. La Bibbia dice che il lavoro riguarda la glorificazione di Hashem (Colossesi 3: 17,23).

La nostra cultura dice che dovremmo accumulare più ricchezza possibile. La Bibbia dice che dobbiamo perseguire i tesori eterni piuttosto che quelli terreni (Matteo 6: 19-20).

La nostra cultura pensa che l’adorazione sia ciò che i credenti in Yeshua (Gesù Cristo) fanno per un’ora ogni domenica. La Bibbia dice che possiamo fare tutto nel nome del Signore Yeshua (Gesù) e rendere grazie ad Hashem il Padre attraverso di Lui (Colossesi 3:17).

Abbiamo tutti l’opportunità di adorare Hashem al lavoro attraverso il nostro atteggiamento, la nostra testimonianza, le nostre abitudini lavorative e ciò che produciamo. Dobbiamo essere persone che prendono sul serio il nostro lavoro e cercano di essere il più produttivo possibile per la gloria di Hashem.

Il nostro lavoro e la nostra produttività sono importanti per Hashem e sono profondamente importanti ai suoi occhi. Questo vale per ogni lavoro che potremmo avere. Se stiamo lavando i pavimenti per vivere, stiamo lavando i pavimenti per la gloria di Hashem. Lavorare in modo produttivo ci permette di onorare Hashem massimizzando l’uso del nostro tempo e fare più buone opere per la Sua gloria.

Questo è ciò in cui credono i credenti nella produttività di Yeshua (Gesù).

Come ha detto Martin Luther King Jr.:

“Se un uomo è chiamato a fare lo spazzino, dovrebbe spazzare le strade come quando Michelangelo ha dipinto, o Beethoven ha composto la musica, o Shakespeare ha scritto poesie. Dovrebbe spazzare le strade così bene che tutte le schiere del cielo e della terra si fermino a dire: qui visse un grande spazzino che ha fatto bene il suo lavoro”.

Di seguito sono riportate alcune verità fondamentali per capire cosa dicono le scritture bibliche sulla produttività. Prego che Hashem lo usi per plasmare la nostra mente e il nostro cuore per essere più produttivi in ​​tutto ciò che facciamo per la Sua gloria.

Quindi, come possiamo essere produttivi secondo la Bibbia in tempi di grande sconforto?

  1. Dobbiamo riconoscere che Hashem ci ha creati per essere produttivi.

“E Dio li benedisse. E Dio disse loro: “Siate fecondi, moltiplicatevi e riempite la terra e soggiogatela, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli dei cieli e su tutti gli esseri viventi che si muovono sulla terra”. (Genesi 1,28)

  1. Dobbiamo sapere che Yeshua (Gesù) richiede un ritorno sulla nostra vita.

La parabola dei talenti in Matteo 25:14-30 ci dice che Yeshua (Gesù) vuole che facciamo il miglior uso del nostro tempo per il Suo bene.

E il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore.“(Matteo 25:21)

  1. Dobbiamo cercare di vivere in modo produttivo perché questo è importante per Hashem.

“Guardate dunque con diligenza a come vi comportate; non da stolti, ma da saggi; ricuperando il tempo perché i giorni sono malvagi. Perciò non agite con leggerezza, ma cercate di ben capire quale sia la volontà del Signore.” (Efesini 5:15-17)

“Insegnaci dunque a contare i nostri giorni affinché possiamo ottenere un cuore saggio”. (Salmo 90:12)

  1. Agire nel potere di Hashem, lavorare per la pace e la prosperità di tutti.

“Ma cerca il benessere della città dove ti ho mandato in esilio, e prega il Signore per suo conto, poiché nel suo benessere troverai il tuo benessere.” (Geremia 29: 7)

“Allo stesso modo, la tua luce risplenda davanti agli altri, affinché possano vedere le tue buone opere e dare gloria al Padre tuo che è nei cieli”. (Matteo 5:16)

  1. Dobbiamo riconoscere che fare buone opere è come Hashem descrive l’essere produttivi.

“Poiché siamo la sua abilità, creata in Yeshua (Cristo Gesù) per le buone opere, che Dio ha preparato in precedenza, affinché noi camminassimo in loro”. (Efesini 2:10)

  1. Facciamo del nostro meglio in tutto ciò che facciamo per la gloria di Dio. Saremo ricompensati.

“Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità. Servite Cristo, il Signore!” (Colossesi 3:23-24)

“Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate alcun’altra cosa, fate tutte le cose alla gloria di Dio.” (1 Corinzi 10:31)

  1. Dobbiamo fare dell’amare Hashem e amare gli altri un fattore motivante in tutto ciò che facciamo, incluso il lavoro.

E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti.“(Matteo 22:37-40)

  1. Dobbiamo cercare di essere più saggi ed efficaci possibile in ciò che Hashem ci ha chiamato  a compiere.

Va’, pigro, alla formica; considera il suo fare, e diventa savio! Essa non ha né capo, né sorvegliante, né padrone; prepara il suo cibo nell’estate, e raduna il suo mangiare durante la raccolta“. (Proverbi 6:6-8)

  1. Dobbiamo combattere la pigrizia. Rende solo la vita più difficile per gli altri ed è intrinsecamente distruttiva.

“Chi è lento nel suo lavoro è un fratello di colui che distrugge.” (Proverbi 18:9)

  1. Abbiamo bisogno di cercare una comprensione più profonda della grazia di Hashem data a noi in Yeshua (Gesù Cristo), perché essa coltiva la produttività.

Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.” (Tito 3: 4-8)

  1. Dobbiamo rinnovare continuamente la nostra mente per aiutare noi stessi a seguire la volontà di Hashem in ciò che dobbiamo compiere in Suo Nome.

“Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” (Romani 12:2)

Spring Break from 25 of March until 29 March 2019/ Pausa di Primavera dal 25 Marzo al 29 Marzo 2019

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27 March 2019

Special Spring Break Nudge/Incoraggiamento Speciale di Pausa Primaverile

From the Dust of the earth to Life

Three years ago, my husband and I were praying to adopt children as it was the will of God for us as part of our ministry. We already did it as a long-distance adoption, but we knew we were called to do more. We had no money at all, as we served the Lord and lived upon offerings and sporadic  jobs, so we prayed and received money to be able to adopt. We went through a very tough process to be able to adopt at least one child at that time. We prayed for every single detail of that process, and we encountered much resistance and attacks from the devil that used our families, our past, our weaknesses, our everyday lives, receiving no help at all from anyone around us, but in faith we kept going through the process until one day, close to the end of the process, we discovered that the organization that was supposed to take care of the adoption had stolen money from us, money we had received from God to bless a life of a child in need, that we were pouring into this project. The organization was taking money for themselves without giving us any child.

We were so overwhelmed by the circumstances we were living, trying to do the best we could to prepare the way of the Lord in a child’s life, that we could have never imagined, we would have been attacked so brutally, again and again in life. The organization was lying and saying that the country we were trying to adopt the child from was suddenly closing doors to us, but it was not true. When we received this news, we were already coming from a horrible experience of being rejected our Aliyah from Israel because of our faith in Yeshua HaMashiach, we felt naked as it is written in (Genesis 2:7): “And the eyes of them both were opened, and they knew that they were naked; and they sewed fig leaves together, and made themselves aprons”, not only spiritually but physically, exposed and ashamed, while the devil was accusing us and tormenting us with lies. Our hearts were lost in the middle of the sorrow, we had lost our spiritual orientation, and God asked us: “Where are you? Where is your heart?” We did not know what was going on, we were also labeling ourselves in all of our relationships and judging ourselves, so labeling ourselves was becoming our responsibility, we were living the consequences of our misery and shame, BUT God sent us His only Son to be a living Sacrifice for us to be free from sin and shame. We were not supposed to feel that way, since as it was at the beginning of Creation, God sent Adam and Eve out of the Garden of Eden, He did not banish them from the Garden of Eden. God sent His Son for our redemption.

In the beginning, God gave us the Tree of life to eat from, that we might eat the fruit of life from. In His act of great mercy He sent Adam and Eve out, so that one day His Son could die for us all and resurrect giving us a new hope and future. He is the Only One who is perfect. We are not, but God is good to us and He is able to do immeasurably more than all we ask or imagine, according to his power that is at work within us (Ephesians 3:20) He created us from the dust of the earth (Genesis 2:7) and He brought that dust to life.

We did not know why all those bad things were happening to us, but the only thing we knew was that we had to pray to God and ask Him for His will to be done in our lives as it is in heaven, accepting all things coming to our lives, because it is written in (Romans 8:28): “And we know that all things work together for good to them that love God, to them who are the called according to his purpose.”

The news of being unable to adopt was like the final blow to us: we cried and went  through a long and deep time of prayer and meditation of the word of God that after two years ended and became new wine. God poured out His blessings upon our lives in a very precious way. He gave us new strength and courage to face the enemy’s strategies through new revelation, new word, new devotionals, new scriptures, new sermons, and we started writing resources upon resources glorifying God for His goodness. We glorified His Name despite the circumstances and we kept praying and relying upon His will.

Our marriage and relationship, thanks to God, became stronger and stronger in Him. Since that day, we faced more and more obstacles, but God gave us back all that we lost and much more. We were able to go through trials which were even more difficult than that. But God was faithful and gave us seven times what we lost, not only money to bless other children, but US Citizenship for me to be able to share His word in the USA and other countries, also we could finally open a new headquarters in the USA, receiving a new level of understanding of His love.

We are still praying to adopt children through the ministry and in His will we will do it, but what we have learned from these last three years is that His poured gold is hidden in the hearts of those who go through His path and accept His will despite the circumstances they face. Yeshua said in (Luke 22:42): “Father, if you are willing, take this cup from me; yet not my will, but yours be done.”

That phrase is vivid in our prayers every day, I always pray that His will be done upon our lives as it is in heaven. That means, my friends, that there is no limit to the tests we are going through (Revelation 2:9-11), as the scriptures says in (Ephesians 3:14-20):

A Prayer for the Ephesians

For this reason I kneel before the Father, from whom every family in heaven and on earth derives its name. I pray that out of his glorious riches he may strengthen you with power through his Spirit in your inner being, so that Yeshua (Christ) may dwell in your hearts through faith. And I pray that you, being rooted and established in love, may have power, together with all the Lord’s holy people, to grasp how wide and long and high and deep is the love of Christ, and to know this love that surpasses knowledge, that you may be filled to the measure of all the fullness of God. Now to him who is able to do immeasurably more than all we ask or imagine, according to his power that is at work within us, to him be glory in the church and in Yeshua (Christ Jesus) throughout all generations, for ever and ever! Amen.

27 Marzo 2019

Dalla Polvere della Terra alla Vita

Tre anni fa, mio ​​marito ed io stavamo pregando per adottare bambini, poiché era la volontà di Dio per noi come parte del nostro ministero. Avevamo già alcuni a distanza, ma sapevamo di essere chiamati a fare molto di più. Non avevamo affatto denaro, poiché serviamo il Signore e viviamo di offerte e lavori sporadici, così abbiamo pregato e ricevuto denaro per essere in grado di adottare. Abbiamo attraversato un processo molto difficile per poter adottare almeno un bambino alla volta. Abbiamo pregato per ogni singolo dettaglio di quel processo e abbiamo incontrato molta resistenza e attacchi dal diavolo che ha usato le nostre famiglie, il nostro passato, le nostre debolezze, la nostra vita quotidiana, non ricevendo alcun aiuto da nessuno intorno a noi, ma in fede siamo passati attraverso tutto il processo fino a quando un giorno, vicino alla fine del processo, abbiamo scoperto che l’organizzazione che doveva occuparsi dell’adozione ci aveva rubato tutto il denaro versato, denaro che avevamo ricevuto da Dio per benedire una vita di un bambino nel bisogno, denaro che ci stavamo versando in questo progetto di vita. L’organizzazione stava prendendo soldi per se stessi senza darci alcun bambino.

Eravamo così sopraffatti dalle circostanze che stavamo vivendo, cercando di fare il meglio che potevamo per preparare la via del Signore nella vita di un bambino, che non avremmo mai potuto immaginare di essere attaccati così brutalmente, ancora e ancora nella vita. L’organizzazione mentiva e diceva che il paese in cui stavamo cercando di adottare il bambino stava improvvisamente chiudendo le nostre porte, ma non era vero.

Quando abbiamo ricevuto questa notizia, venivamo già da un’esperienza orribile di rifiuto della nostra Aliyah da Israele a causa della nostra fede in Yeshua HaMashiach (Gesu’ Cristo il Messia), ci siamo sentiti nudi come è scritto in (Genesi 2:7): “E gli occhi di loro entrambi furono aperti e sapevano che erano nudi; e cucirono insieme foglie di fico e si fecero dei grembiuli”, non solo spiritualmente ma fisicamente, esposti al nemico che ci denigrava e pieni di vergogna per ciò che attraversavamo, mentre il diavolo ci accusava e ci tormentava con le sue bugie.

I nostri cuori erano persi nel mezzo del dolore, avevamo perso il nostro orientamento spirituale e Dio ci ha chiesto: “Dove siete? Dov’è il vostro cuore? “Non sapevamo cosa stava succedendo, ci stavamo autoflagellando e giudicando da soli e portavamo questo autoflagello in tutte le nostre relazioni, giudicando noi stessi senza permettere a noi stessi di andare avanti, quindi etichettando noi stessi stava diventando una nostra responsabilità, stavamo vivendo le conseguenze della nostra miseria e vergogna, MA Dio non voleva questo per noi.

Dio ci ha inviato il Suo unico Figlio per essere il sacrificio vivente per noi per essere liberi dal peccato e dalla vergogna per sempre. Non dovevamo sentirci in quel modo, poiché com’era all’inizio della Creazione, Dio mandò Adamo ed Eva fuori dal Giardino dell’Eden, ma non li bandì dal Giardino dell’Eden. Dio ha mandato Suo Figlio per la nostra redenzione.

In principio, Dio ci ha dato l’albero della vita da cui mangiare, da cui potevamo mangiare il frutto della vita, non eravamo destinati a soffrire. Nel suo atto di grande misericordia, Dio ha mandato fuori del giardino dell’Eden Adamo ed Eva, così che un giorno suo Figlio avrebbe potuto morire per tutti noi e risorgere dandoci una nuova speranza e futuro. Lui è l’Unico perfetto. Non lo siamo, ma Dio è buono con noi ed è in grado di fare incommensurabilmente più di tutto ciò che chiediamo o immaginiamo, secondo il Suo potere che è all’opera dentro di noi (Efesini 3:20) Egli ci ha creati dalla polvere della terra (Genesi 2:7) ed ha portato quella polvere alla vita.

Non sapevamo perché tutte quelle brutte cose ci stavano accadendo, ma l’unica cosa che sapevamo era che dovevamo pregare a Dio e chiedergli che la Sua volontà fosse fatta nella nostra vita così come è in cielo, accettando tutte le prove che venivano alle nostre vite, perché è scritto in (Romani 8:28): “E sappiamo che tutte le cose lavorano insieme per il bene a coloro che amano Dio, a coloro che sono chiamati in base al suo scopo”.

La notizia di non essere in grado di adottare era stato il colpo di grazia per noi: abbiamo pianto e abbiamo attraversato un lungo e profondo tempo di preghiera e meditazione della parola di Dio che dopo due anni si è conclusa vedendo la nascita di vino nuovo in noi. Dio ha riversato le Sue benedizioni sulle nostre vite in un modo molto prezioso. Ci ha dato nuova forza e coraggio per affrontare le strategie del nemico attraverso nuova rivelazione, parola nuova, nuovi sermoni quotidiani e abbiamo iniziato a scrivere risorse su risorse, glorificano Dio per la Sua bontà. Abbiamo glorificato il Suo nome nonostante le circostanze e abbiamo continuato a pregare ea fare affidamento sulla Sua volontà.

Il nostro matrimonio e la nostra relazione, grazie a Dio, sono divenuti sempre più forti in Lui. Da quel giorno, abbiamo affrontato sempre più ostacoli, ma Dio ci ha restituito tutto ciò che avevamo perso e molto altro ancora. Siamo stati in grado di affrontare prove che erano anche più difficili di quelle passate. Dio è stato fedele e ci ha dato sette volte quello che abbiamo perso, non solo i soldi per benedire altri bambini, ma la Cittadinanza degli Stati Uniti per me per poter condividere la Sua parola negli Stati Uniti e in altri paesi, così da poter finalmente aprire una nuova sede del ministero negli Stati Uniti, ricevendo un nuovo livello di comprensione del Suo amore.

Stiamo ancora pregando per adottare bambini attraverso il ministero e nella Sua volontà lo faremo, ma ciò che abbiamo imparato da questi ultimi tre anni è che il Suo oro versato è nascosto nei cuori di coloro che percorrono il Suo cammino e accettano la Sua volontà nonostante le circostanze che affrontano. Yeshua disse in Luca 22:42: “Padre, se vuoi, prendi questo calice da me; ma non la mia volontà, ma la Tua sia fatta “.

Quella frase è vivida nelle nostre preghiere ogni giorno, preghiamo sempre che la Sua volontà sia fatta nella nostra vita così come è nei cieli. Ciò significa, amici miei, che non ci sono limiti alle prove che stiamo attraversando (Apocalisse 2:9-11), come dicono le Scritture in Efesini 3: 14-20:

Una preghiera per gli Efesini

Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen.

firegirl

24th March, 2019

Teshuva/Return

Ezra 9:9 For we are servants; but our God has not been turned away from us in our prison, but has had mercy on us before the eyes of the kings of Persia, to give us new strength to put up again the house of our God and to make fair its waste places, and to give us a wall in Judah and Jerusalem.

As we face our daily difficulties and pray to God for strength and courage to pursue His will, we realize that bondage is not part of our past, but still can be part of our present, a stronghold in our hearts and minds, if we allow our neighbors enemies to take territory against our personal relationship with God.

During our Holy Journey in Yeshua, we experience His presence when we are tuned with His voice, in a continuous relationship, like when we are in love and we want to hear from our lover’s voice, we call and receive answers continuously. Also, when we put all of our burdens in God’s hands, for Him to take control of our lives, we are in peace and allow Him to lead us. Often, we realize that despite our time spent in prayer, we are unable to focus on His word, when we are in the middle of the journey, close to the end of the race. We are still in greater bondage as we were in our past. 

As Ezra said, Our God hath extended mercy to us in the sight of the kings of Persia, God has given us favor in the eyes of the enemies, He has given us to find favor in their eyes. He has given us revival from the grave we were in. Today, He is still giving us a reviving. He has done it in order to recover us from the grave of dreadful calamities in which we still lay, like dead men and dry bones, (Ezekiel 37:1). God will is To repair the desolation thereof of the temple, of His House of Prayer for All Nations in Jerusalem, of His people of Israel, of His flock worldwide: either to build the house where there was only a heap of the ruins of the old temple like it was for Ezra, or to attend and celebrate the worship of God in that place which had long lain desolate and neglected, God will for us has been always to give us a wall (of protection of His word) that is in Judah and in Jerusalem, our final destination.

He wanted to give us a tangible answer to our prayer, using authorities around us that would be as it was for Ezra, a protection of the kings of Persia (Kings Cyrus and Darius), whose edicts were their security against all those enemies wherewith they were encompassed: and the gracious providence of God, which had planted them in their own land, and watched over them from time to time. Today, God, by the kings of Persia, Israel neighbors, and to us our kings of Persia (People in Authorities, Leaders of the Nations) in time of bondage, as it was at the time of Ezra, is giving the ‘reviving’; through their favor as it was to the Jews which had been able ‘to set up’ the Temple and ‘to repair’ the temple ruins so for us to restore our lives and ruins; there are people in Authority in our world, which as it was for Ezra, will be used as the Kings of Persia, in order to act as a fence to the Jews and believers in Yeshua, against the neighboring nations, our enemies, as a result of our time spent in the meditation of His word, faithful prayer and supplication. We will see it as a manifestation first in the spiritual round then in the physical world.

Prayer: Abba, we come before Your throne, to ask You for forgiveness for our sins, we give You all of our burdens to You, oh Lord. As You did for Ezra, give us favor in the eyes of our enemies, and use them to open doors for us, break the chains on us, bars of iron before us, struck the enemies surrounding us, ad show Your Glory to the ones which do not know You. You only can open doors that cannot be closed by men, compel people in authority’s hearts, give us favor in their eyes to pass through Your gates and go back to Jerusalem to finish our race, to rebuild Your temple, to restore our ruins, to see Your Kingdom come, Your Will be done in our lives as it is in heaven, In Yeshua’s Name, amen.

24 Marzo 2019

Teshuva/Ritorno

Esdra 9:9 Noi infatti siamo schiavi; ma il nostro Dio non ci ha abbandonati nella nostra schiavitù. Anzi ci ha fatto trovare benevolenza verso i re di Persia, i quali ci hanno dato tanto sollievo da poter rialzare la casa del nostro Dio e restaurare le sue rovine, e ci hanno concesso un luogo di riposo in Giuda e a Gerusalemme.

Mentre affrontiamo le nostre difficoltà quotidiane e preghiamo Hashem per la forza e il coraggio di perseguire la Sua volontà, ci rendiamo conto che la schiavitù non fa parte del nostro passato, ma può ancora essere parte del nostro presente, una roccaforte nei nostri cuori e nelle nostre menti, se permettiamo ai nostri vicini nemici di prendere territorio contro la nostra relazione personale con Hashem.

Durante il nostro percorso in Yeshua, sperimentiamo la Sua presenza quando siamo in ascolto della Sua voce, attraverso una relazione continua, come quando siamo innamorati e vogliamo sentire la voce del nostro amato, chiamiamo e riceviamo risposte continuamente. Inoltre, quando mettiamo tutti i nostri fardelli nelle mani di Hashem, cosicché Lui prenda il controllo delle nostre vite, siamo in pace e Gli permettiamo di guidarci. Spesso, ci rendiamo conto che, nonostante il nostro tempo trascorso in preghiera, non siamo in grado di concentrarci sulla Sua parola, quando siamo nel mezzo del nostro cammino, e vicino alla fine del nostro percorso. Siamo ancora legati nelle nostre menti, azioni e parole così come lo eravamo, al nostro passato.

Come diceva Esdra, il nostro Dio ci ha esteso la misericordia agli occhi dei re di Persia, Dio ci ha dato il favore agli occhi dei nostri nemici. Ci ha donato un risveglio, resurrezione dalla tomba in cui eravamo. Oggi, ci sta ancora dando una rivitalizzazione, una camera di cura intensiva, attraverso cui uscire dal coma spirituale in cui siamo caduti. Lo ha fatto ancora una volta, per trarci dalla tomba di terribili calamità in cui siamo ancora intrappolati, come morti, sepolti imbiancati ed ossa secche, in Ezechiele 37:1. Hashem vuole riparare le desolazioni del tempio, della Sua casa di preghiera per tutte le nazioni a Gerusalemme, del Suo popolo d’Israele, del Suo gregge in tutto il mondo: che sia attraverso la costruzione della casa di preghiera per tutte le nazioni dove c’era solo un mucchio delle rovine del vecchio tempio come per Ezra, o invece per partecipare e celebrare l’adorazione di Hashem in quel luogo che era rimasto a lungo desolato e trascurato, l’intento di Hashem è stato sempre quello di darci un muro (un muro di protezione della Sua parola) che è in Giuda e a Gerusalemme, la nostra destinazione finale.

Hashem desidera darci una risposta tangibile alla nostra preghiera, usando le autorità da Lui scelte che sono intorno a noi, così come era stato per Esdra, un muro di protezione interpretato allora dai re di Persia (re Ciro e Dario), i cui editti rappresentavano la loro sicurezza contro tutti quei nemici che accerchiavano il popolo di Israele allora come oggi: e la provvidenza di Hashem nella sua grazia, faceva si essi fossero piantati nella loro terra, e li guardava con il Suo occhio di tanto in tanto usando i re di Persia come scudo per Israele. Oggi, Hashem, dona noi i Suoi re di Persia, i vicini di Israele, e per noi i nostri re di Persia (persone in autorità, leader delle nazioni) in tempo di schiavitù, come era al tempo di Ezra, per donare “quella camera di cura intensiva” di cui abbiamo bisogno nella nostra vita quotidiana per uscire fuori dalla morte e risorgere a nuova vita; attraverso il favore negli occhi dei re di Persia di allora e di oggi. come lo era per gli Ebrei di allora, che erano stati in grado di “costruireil Tempio e “riparare” le rovine del tempio così da permetterci di restaurare le nostre vite e le nostre rovine; ci sono persone nell’Autorità nel nostro mondo quotidiano, che com’era per Esdra, saranno usate come i re di Persia, al fine di fungere da recinzione e muro di protezione per gli Ebrei e i credenti in Yeshua, a dispetto delle nazioni vicine, i nostri nemici, come risultato del nostro tempo trascorso nella meditazione della Sua parola, preghiera fedele e supplica. Noi vedremo la manifestazione delle risposte alle nostre preghiere prima nel mondo spirituale, poi nel mondo fisico intorno a noi, e ne daremo testimonianza.

Preghiera: Abba, veniamo davanti al Tuo trono, per chiederti perdono per i nostri peccati, ti diamo tutti i nostri fardelli, o Signore. Come hai fatto per Ezra, dacci favore agli occhi dei nostri nemici, i re di Persia, e usali per aprire le porte per noi, per spezzare le catene su di noi, rompere le barre di ferro davanti a noi, colpire i nemici che ci circondano; mostrar la Tua gloria a quelli che non ti conosco! Tu solo Tu, puoi aprire le porte che non possono essere chiuse dagli uomini, compungi i cuori  delle persone in autorità, dacci favore nei loro occhi, per passare attraverso le Tue porte e tornare a Gerusalemme per finire la nostra corsa, per ricostruire il Tuo tempio, per restaurare le nostre rovine, perché venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua volontà, nelle nostre vite come è nei cieli, nel nome di Yeshua, amen.

Senzanom1e

21 March 2019 

HOW LOVELY IS YOUR DWELLING PLACE

How lovely is your dwelling place, Lord Almighty! My soul yearns, even faints, for the courts of the Lord; my heart and my flesh cry out for the living God. Even the sparrow has found a home, and the swallow a nest for herself, where she may have her young, a place near your altar, Lord Almighty, my King and my God. Blessed are those who dwell in your house; they are ever praising you. Blessed are those whose strength is in you, whose hearts are set on pilgrimage. As they pass through the Valley of Baka, they make it a place of springs; the autumn rains also cover it with pools. They go from strength to strength, till each appears before God in Zion. Hear my prayer, Lord God Almighty; listen to me, God of Jacob. Look on our shield, O God; look with favor on your anointed one. Better is one day in your courts than a thousand elsewhere; I would rather be a doorkeeper in the house of my God than dwell in the tents of the wicked. For the Lord God is a sun and shield; the Lord bestows favor and honor; no good thing does he withhold from those whose walk is blameless. Lord Almighty, blessed is the one who trusts in you. (Psalm 83). 

I was dancing in circle together with other young people who, like me, were waiting for their baptism in the Spirit, while cymbals, guitars and drums were playing, my heart was full of love for Him. From above He had prepared a path for me that I would never have imagined, I smiled and danced happily in His presence, I danced, “Look how good it is to be with the brothers … Hine mah tov uMah-Nayim shevet achim gam yachad”.

It has been a journey of many trials beyond my imagination, a journey of deep pain like the furrow of the nails in the wood of the cross, I lost everything I had never owned and that did not come from Him and still on my knees I was crying and begging because what I saw was not what I had imagined, but He knew he would win for me again! Glory to you Yeshua forever! You are the One Who is Who was and is to come! Everything that You cast out from our life, even if also beautiful and lovable, it goes away in the perfection of Your creation and all things work together for the good of those who love You and are called according to Your purpose.

You are perfect in Your love, because You alone know what is good for us! Only You know the depth of our heart, the greed of our hands and the perseverance of Your faith in us! We flee from worldly things and You give us what is pure and holy, blessed for us, You restore our soul with what you have shaped in Your hands with Your Spirit, giving life to Your Glory in us. Glory that comes from you, from your mouth, from your fingers that today, once again, draw our tomorrow by hand, as we cross it. 

Dreams, prophecies and visions are not enough to give an image of Your knowledge and Your harmony. You establish the dawn and dusk of every day and make the sun rise, harvest the fields at the right time according to Your portion. Also the sparrow finds its house, the swallow its nest, near your altars, Lord My King and My God, My King and My God. Blessed is he who lives in Your dwelling place, always sings Your praises, always praises Your praises. Blessed is he who finds strength in you and decides in his heart the holy journey.

21 Marzo 2019

QUANTO SONO AMABILI LE TUE DIMORE

Quanto sono amabili le tue dimore Signore, Signore degli Eserciti, l’anima mia anela e brama gli atri del Signore mio Re e mio Dio, beato chi abita nella Sua casa sempre canta le Sue lodi, sempre canta le Sue lodi, perché un giorno nei Suoi atri vale più che mille altrove (dal Salmo 83).

Danzavo insieme a giovani che come me attendevano il loro battesimo nello Spirito, mentre i cembali, le chitarre e i tamburi suonavano, il mio cuore era pieno d’amore per Lui. In alto Lui aveva preparato per me un percorso che non avrei mai immaginato, sorridevo e danzavo felice di essere alla Sua presenza, danzavo, “Guardate come è bello stare con i fratelli…Hine mah tov uMah-Nayim shevet achim gam yachad”, mi attendeva un cammino fatto di tante prove superiori alla mia immaginazione, un cammino di dolori profondi come il solco dei chiodi nel legno della croce, perdevo tutto ciò che non avevo mai posseduto e che non proveniva da Lui e ancora sulle mie ginocchia ero a piangere e ad implorarlo perché’ ciò che vedevo non era ciò che immaginavo, ma Lui sapeva che ancora una volta Lui avrebbe vinto per me!

Gloria a te Yeshua per sempre! Tu sei Colui che era che è e che sarà! Ogni cosa che elimini dalla nostra vita sia pure bella e amabile, va via nella perfezione della Tua creazione ed è perfetta nel Tuo amore, perché Tu solo sai cosa è bene per noi! Solo Tu conosci la profondità’ del nostro cuore, l’avidità delle nostre mani e la perseveranza della Tua fede in noi!

Ci distogli lo sguardo dalle cose mondane e ci doni ciò che è puro e santo, benedetto per noi, ci ristori l’anima con ciò che hai plasmato nelle Tue mani con un sospiro ineffabile dando vita alla Gloria in noi. Gloria che viene da Te, dalla Tua bocca, dalle Tue dita che oggi ancora una volta disegnano il domani a mano amano che lo attraversiamo.

Sogni, profezie e visioni non sono tali da dare un immagine della Tua conoscenza e della tua armonia. Tu sancisci l’alba e il tramonto di ogni di’ e fai sorgere il sole e mietere i campi alla giusta ora secondo la Tua porzione. Anche il passero trova la casa, la rondine il suo nido, presso i tuoi altari, Signore Mio Re e Mio Dio, Mio Re e Mio Dio. Beato chi abita nella Tua casa, sempre canta le Tue lodi, sempre canta le Tue lodi. Beato chi trova in te la forza e decide nel Suo cuore il Santo viaggio.

Passando per la valle del pianto, la cambia in sorgente, cresce lungo il cammino il Suo vigore finché arriva a Sion, finché arriva a Sion. Per me un giorno nei tuoi atri vale più che mille altrove, vale più che mille altrove. Perché stare sulla soglia della tua casa è meglio che abitare nei palazzi dei potenti (dal Salmo 83).

the glory of god

20 March 2019

Where the grace runs as deep as Your scars

Today has been a day of fasting and prayer, the Fast of Ester, first day of Purim, so in unity with the body of the Messiah in Israel and around the world we have been praying for Israel elections and governments, awakening in Israel, deliverance from the enemies, freedom from the past in the body of Messiah in Israel and the nations, praying for the Nations, for the Aliyah, for the Coming of the Messiah Yeshua HaMashiach. We have received also specific words of wisdom and knowledge through the worship and praise time.

We have been asking to pray for our Aliyah process, declaring the victory in the process, knowing that in His will, we will be in Israel as Jews among Jews. We have been dancing and singing with other believers and praying throughout the house of Prayer for healing and deliverance.

Being at His presence breaks all chains in us and washes away all of the obstacles in our minds the enemies want us to retain to block not only our vision but also to close our ears to what Hashem has to say. How good is Hashem, He loves us and cherishes us and asks only to be with us and in us as we are His sons and daughters.

During the worship I saw the hands of Yeshua on the Cross and then open wide to meet His disciples on Shavuot (Pentecost) and these words came to my mind from the worship song: “where the grace runs as deep as Your scars”

There is a river of grace that runs throughout the globe gathering Jews and gentiles together in worship and praise in His Name, from Israel to the nations and back, where blessing and honor and glory dwell. The river flows and unifies the body of the Messiah with his spring water and smashes the ancient doors, unlocks the seals and purifies hearts in a continues cycle. The unity we have been praying for many years has now arrived as He has prepared us for this very moment.

The time of battle is rising in Israel and the nations preparing to see His king of Glory! Hashem is preparing His army of worshipers in Spirit an Truth, His servants, prayer warriors, the ones which are not going to turn back to their own ways, the ones which are asking for forgiveness of sins and learn from their past failures. The ones which are ready to give it all to Him and run for his Glory!

It is time for redemption, it is time of spiritual warfare, where courage and strength are given by the One of Israel. As we align ourselves to His will He is gathering and aligning, preparing, strengthening, pushing the flow of the river until it will break the chains and see the birth of a new covenant in Israel in His Name, amen

As a woman giving birth to a child, so the river of spring water flows and runs faster and faster until the water breaks. When the water breaks after active labor begins, spontaneous rupture of membranes takes place and the baby comes out. 

The baby has in him the State of Israel, the Gentiles (Church), the Jews in the Messiah. The baby is the bride and the river is the Spirit: they say: Bo Yeshua Bo (Come Yeshua Come)

20 Marzo 2019

Dove la grazia scorre profonda come le Tue cicatrici

Oggi è stato un giorno di digiuno e preghiera, il digiuno di Ester, primo giorno di Purim, quindi in unione con il corpo del Messia in Israele abbiamo pregato per le elezioni e i governi di Israele e delle nazioni, il risveglio in Israele, la liberazione dai nemici, l’Aliyah, la venuta del Messia Yeshua HaMashiach. Abbiamo anche ricevuto parole di saggezza e conoscenza attraverso il tempo di adorazione e di lode.

Abbiamo pregato per il nostro processo di Aliyah, dichiarando la vittoria in esso, sapendo che nella Sua volontà saremo in Israele come Ebrei tra gli Ebrei. Abbiamo danzato e pregato nella casa di preghiera per guarigione e la liberazione. Essere alla Sua Presenza rompe ogni catena e lava via gli ostacoli nelle nostre menti. Quanto è buono Hashem, ci ama e desidera essere con noi ed in noi che siamo i Suoi figli e figlie.

Durante l’adorazione ho visto le mani di Yeshua sulla Croce e poi spalancate per incontrare i Suoi discepoli su Shavuot (Pentecoste) e queste parole “la Sua grazia scorre profonda come le Sue cicatrici”

C’è un fiume di grazia che scorre in tutto il mondo riunendo ebrei e gentili insieme nel adorazione e nella lode nel Suo Nome, da Israele alle nazioni e ritorno, dove la benedizione, l’onore e la gloria dimorano. Il fiume della sua parola scorre e unifica il corpo del Messia con la sua acqua di sorgente e distrugge le antiche porte, sblocca i sigilli e purifica i cuori in un ciclo continuo. L’unità per cui abbiamo pregato per molti anni è ora arrivata mentre Egli ci ha preparato per questo momento.

Il tempo della battaglia sta sorgendo in Israele e le nazioni si preparano a vedere il Re di Gloria! Hashem sta preparando il Suo esercito di adoratori in Spirito e Verità, i Suoi servitori, guerrieri in preghiera, quelli che non torneranno alle loro proprie vie, quelli che chiedono perdono dei peccati e imparano dai loro fallimenti passati. Quelli che sono pronti a dargli tutto e correre per la Sua gloria!

È tempo di redenzione, è tempo di guerra spirituale, dove coraggio e forza sono dati dall’Uno di Israele. Quando ci allineiamo alla Sua volontà Egli ci raduna e allinea, ci prepara, rafforza, spingendo il flusso del fiume fino a quando non spezza le catene in noi così da vedere la nascita di una nuova alleanza in Israele nel Suo Nome, amen

Come una donna che dà alla luce un bambino, così il fiume di acqua sorgiva scorre sempre più veloce finché non sono rotte le acque e il bambino fuoriesce. Quando le acque si rompono dopo l’inizio del travaglio attivo, avviene la rottura spontanea delle membrane e il bambino esce.

Il bambino ha in se’ lo Stato di Israele, i Gentili (Chiesa), gli Ebrei nel Messia. Il bambino è la sposa e il fiume è lo Spirito: insieme dicono: Bo Yeshua Bo (Vieni Yeshua Vieni)

Once upon a time Hadassah

Once upon a time Hadassah

19 March, 2019

In June 2006, God gave me a vision that changed my life and my future. After two years of fasting and prayer I had received a complete design of the villages He wanted to build in Israel and other nations to support widows and orphans victims of conflicts and natural disasters. From that time forward, everything I have been doing and praying for has been connecting unpredictable dots around the world to please God’s will in the building of Villages for Orphans and Widows.

The first village He showed me was supposed to be built in Israel. At that time, I did not know Israel, since then, I have been twelve times there. The villages were supposed to be a shelter for widows and orphans in the end times. During these years many things have been changing in my life and much work has been done upon the villages project, still my husband and I are looking forward to see them built in His will from the Ones which will be called to do it for Him at His time.

I do not know if I will have the chance to see them built in my life, but God has already prepared the ones which will do it. I have done my part and I continue to do it in obedience to the Lord, and I pray this testimony will be read in the future when I will be not here, so that future generations might know God provided for them since many years in advance a place of hope and justice to dwell in His presence.

To the future generations reading: I pray to the God of Israel that He might show His glory into your lives as He has done to me. In Yeshua’s Name, amen.

Deuteronomy 14:28-29 At the end of every three years, bring all the tithes of that year’s produce and store it in your towns, so that the Levites (who have no allotment or inheritance of their own) and the foreigners, the fatherless and the widows who live in your towns may come and eat and be satisfied, and so that the LORD your God may bless you in all the work of your hands.

Esther 2:7 Mordecai had a cousin named Hadassah, whom he had brought up because she had neither father nor mother. This young woman, who was also known as Esther, had a lovely figure and was beautiful. Mordecai had taken her as his own daughter when her father and mother died.

https://villageofhopejusticeministry.wordpress.com/village-of-hope-and-justice-ministry-tel-aviv-project-the-rose-of-sharon/

C’era una volta Hadassah

19 Marzo 2019

Nel Giugno 2006, Dio mi ha dato una visione che ha cambiato la mia vita e il mio futuro. Dopo due anni di digiuno e preghiera, avevo ricevuto un progetto completo dei villaggi che voleva costruire in Israele e in altre nazioni per sostenere le vedove e gli orfani vittime di conflitti e disastri naturali. Da quel momento in poi tutto ciò che ho fatto e pregato serviva per collegare persone in posti imprevedibili in tutto il mondo, per compiacere la volontà di Dio nella costruzione di Villaggi per orfani e vedove.

Il primo villaggio che mi ha mostrato doveva essere costruito in Israele. A quel tempo, non conoscevo Israele, da allora, sono stata ben dodici volte lì. I villaggi avrebbero dovuto essere un rifugio per le vedove e gli orfani negli ultimi tempi. Durante questi anni molte cose sono cambiate nella mia vita e tanto lavoro è stato eseguito sul progetto dei villaggi, eppure mio marito ed io non vediamo l’ora di vederli costruiti nella Sua volontà da quelli che saranno chiamati a farlo per Lui a Suo tempo.

Non so se avrò la possibilità di vederli costruiti nella mia vita, ma Dio ha già preparato quelli che lo faranno. Ho fatto la mia parte e continuo a farlo in obbedienza al Signore, e prego che questa testimonianza venga letta in futuro quando io non sarò qui, in modo che le future generazioni, orfani e vedove di Israele e delle nazioni, possano sapere che Dio ha provveduto loro da molti anni in anticipo un luogo di speranza e giustizia per dimorare alla Sua presenza.

Alle generazioni future che leggono: Prego il Dio di Israele affinché Egli possa mostrare la Sua gloria nelle vostre vite come Lui ha fatto a me. Nel nome di Yeshua, amen.

Deuteronomio 14:28-29 Alla fine di ogni triennio metterai da parte tutte le decime delle tue entrate di quell’anno e le depositerai dentro le tue città; il Levita, che non ha parte né eredità con te, lo straniero, l’orfano e la vedova che abitano nelle tue città verranno, mangeranno e si sazieranno, affinché il Signore, il tuo Dio, ti benedica in ogni opera a cui porrai mano.

Ester 2:7 Egli aveva allevata la figliuola di suo zio, Hadassa, che è Ester, perch’essa non aveva né padre né madre; e la fanciulla era formosa e di bell’aspetto; e alla morte del padre e della madre, Mardocheo l’aveva adottata per figliuola.

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18 March 2019

A glimpse of Heaven

Yesterday evening, we were praying and reading the word of the Lord, meditating upon it. We were seeking Yeshua’s guidance and a specific word from Him.

I received this words: I am unlocking, I am unlocking, I am unlocking the ancient door for you. Jerusalem is yours, do not hear anyone else, nor false prophets, nor other voices than me. I am unlocking the door for you, I am preparing the way for you.

I saw Yeshua, I could see Him, wearing a white robe, so clearly and so close to me. He was unlocking an ancient door with His right hand and He had in His left hands a big basket full of leaves, that he was spreading through the door. I asked:” Yeshua, what are these leaves?”; He said:” These leaves are forgiveness of sins”.

I was looking at Him and looking around me, and I saw we were in a sepulcher, the door he was opening was very old, the wood was consumed by the time, with a big round handle on the left side an two horizontal bars of iron.

Over the door there was a thick white cloud that was covering the entrance. I could not see anything rather than this thick cloud, and I asked, Lord I cannot see, what is it?

He did not answer but He put His hands on my back and I could see I was in sackcloth with a hood and my hair was cut very short and brown, I was very skinny. He gently pushed me through the door. I could see nothing but the cloud all around me and I could smell a joyful and exciting flavor in it. It was His Glory!

Suddenly I could see my feet and the leaves He had spread through the door becoming grass. I had bare feet and I could sense the grass and see the colorful flowers I could pick one by one, then I saw through the cloud the throne of Hashem. I could see Him seated on the throne with a crown on His head, He was full of light and gold was all around Him. Behind Him there was a tree that was upon a hill behind the throne. I could hear the trumpets sound…

My heart was full of joy and excitement and I turned around and Yeshua was in that cloud with me. I looked up and saw the cloud going up in circles. I started to cry for the joy I had to be just for few seconds in Heaven with Him. I prayed: thank you Yeshua! I can wait to be there!

18 Marzo 2019

Uno squarcio di Paradiso

Ieri sera, stavamo pregando e leggendo la parola del Signore, meditando su di essa. Stavamo cercando la guida di Yeshua e una Sua specifica parola.

Io ho ricevuto queste parole dal Ruach HaKodesh: sto aprendo, sto aprendo, sto aprendo la porta antica per te. Gerusalemme è tua, non ascoltare nessun altro, né falsi profeti, né altre voci che me. Sto aprendo la porta per te, sto preparando la strada per te.

Vedevo Yeshua dinnanzi a me, indossava una veste bianca, lo vedevo chiaramente e così vicino a me. Nella Sua mano sinistra aveva un cesto pieno di foglie lunghe e verdi, che lanciava attraverso la porta. Ho chiesto: “Yeshua, cosa sono queste foglie?”; Egli ha detto: “Queste foglie sono il perdono dei peccati”. Lo guardavo e guardando me stessa dall’esterno, ho visto che eravamo in un sepolcro, ed Egli stava aprendo la serratura della porta e la apriva con la Sua mano destra. Una bianca nuvola fitta copriva l’entrata. Non potevo vedere altro che questa spessa nuvola, e ho chiesto, Signore, non riesco a vedere, cos’è? Lui non ha risposto ma mi ha messo la Sua mano sinistra sulla schiena e ho potuto vedere che ero in una veste di tela da sacco con un cappuccio ei miei capelli erano molto corti e castani, ero molto magra. Mi ha gentilmente spinto attraverso la porta. Non riuscivo a vedere altro che la nuvola intorno a me e potevo sentire un profumo gioioso ed eccitante. Era la Sua Gloria!

All’improvviso ho visto i miei piedi e le sue foglie che aveva sparso attraverso la porta erano diventate erba. Vedevo i fiori attraverso la nuvola che si era leggermente alzata e il trono di Hashem. Potevo vederle Hashem seduto sul trono con una corona sul Suo capo, era pieno di luce e l’oro era tutto intorno a lui. Dietro di Hashem seduto sul trono c’era un albero su di una collinetta. Potevo sentire il suono delle trombe!!!

Il mio cuore era pieno di gioia ed eccitazione e io mi voltavo e Yeshua era in quella nuvola con me. Alzavo lo sguardo e vedevo la nuvola che si alzava in cerchi concentrici. Ho iniziato a piangere per la gioia di essere stata solo per pochi secondi in Paradiso con Lui. Ho pregato: Grazie, Yeshua! Non vedo l’ora di essere lì!

fish from the sky

17 March 2019

Fish from heaven

This morning we had a walk along the seaside and prayed on our favorite spot at the end of a long pier looking at the gulf of Naples where we can have a 360 view of the entire city of Naples, Pozzuoli and the islands of Capri, Ischia and Procida on the west while on the Est there are Sorrento and the Amalfi Coast. While praying and talking about warfare strategies, I was looking at the seagulls at the corner of the pier which were pointing at the fish swimming in the sea. On the way back, a fish literally rained from the sky in front of us. We were looking around and did not see anything, a child came close to see the fish.

Since the image was quite unusual to us, we looked around and an old man said that a seagull was flying with the fish in its mouth and suddenly the fish fell out of his mouth in front of us. My husband and I were both staring at the fish with the little child. I said to the child: ”Do you want it?” He said: ”no!”, so I said:” I am going to throw it back where it came from in the sea!!!”

The boy ran to see the fish in the water and he said, “Is it  dead?” My husband said: “No, it is not, it was still alive when it fell, it was breathing and now it is back in the sea where he belongs”. The boy said:” can you imagine how much it was hurt and without breath?”, “Yes”, we said, “but now he is happy and free to swim with his friends!”

I don’t  know about you, but fish do not fall from the sky every day in front of us yet, nor seagulls lose their food to give it to us and fly away. We knew this was from the Lord, as we were talking about the way Yeshua reads our minds and knows our needs, whether we speak out our needs or not.

Last week, in fact we both received we were in need of fish that contains more Vitamin D for my thyroid. Since, we are often fasting with only vegetables and nuts or fruit, the Lord has given us a key to maintain the fasting without losing strength.

A scripture came to my mind, that actually is coming more and more during this period:

(Luke 12:22-34) “Then Jesus said to his disciples: “Therefore I tell you, do not worry about your life, what you will eat; or about your body, what you will wear. For life is more than food, and the body more than clothes. Consider the ravens: They do not sow or reap, they have no storeroom or barn; yet God feeds them. And how much more valuable you are than birds! Who of you by worrying can add a single hour to your life? Since you cannot do this very little thing, why do you worry about the rest? “Consider how the wild flowers grow. They do not labor or spin. Yet I tell you, not even Solomon in all his splendor was dressed like one of these. If that is how God clothes the grass of the field, which is here today, and tomorrow is thrown into the fire, how much more will he clothe you, you of little faith! And do not set your heart on what you will eat or drink; do not worry about it. For the pagan world runs after all such things, and your Father knows that you need them. But seek his kingdom, and these things will be given to you as well. “Do not be afraid, little flock, for your Father has been pleased to give you the kingdom. Sell your possessions and give to the poor. Provide purses for yourselves that will not wear out, a treasure in heaven that will never fail, where no thief comes near and no moth destroys. For where your treasure is, there your heart will be also.”

Walking back home, I remembered of the prophet Elijah, who was called by the Lord to do weird things to the majority of people having a normal life in his time, but in obedience to the word of Hashem he was actually fed by the birds as it is written in:

(1 Kings 17:2-6) Then the word of the Lord came to Elijah: “Leave here, turn eastward and hide in the Kerith Ravine, east of the Jordan. You will drink from the brook, and I have directed the ravens to supply you with food there.” So he did what the Lord had told him. He went to the Kerith Ravine, east of the Jordan, and stayed there. The ravens brought him bread and meat in the morning and bread and meat in the evening, and he drank from the brook.”

I love to see how great and above our imagination is Hashem’s work in us. He can provoke birds to feed us without money to buy, just if we are obedient to His word. As Paul, said in

(Philippians 4:12): “I know what it is to be in need, and I know what it is to have plenty. I have learned the secret of being content in any and every situation, whether well fed or hungry, whether living in plenty or in want. I can do all this through him who gives me strength.”

There will be a time when we will have no money, like we have been in the past, when we will be fed by Hashem only! Thank You Hashem for Your provision in every time of our lives!

We pray for our obedience to be increased by Hashem and our wisdom from Him to be enlarged, and His favor in the eyes of the ones which will be used to bless us for His Name to be a blessing for others in need, In Yeshua’s Name, amen  

Shavuah Tov!!!

17 Marzo 2019

Pesce dal cielo

Stamattina abbiamo fatto una passeggiata lungo il mare e abbiamo pregato sul nostro posto preferito alla fine di un lungo molo guardando il golfo di Napoli, dove possiamo avere una vista a 360° dell’intera città di Napoli, Pozzuoli e le isole di Capri, Ischia e Procida a Ovest, con Sorrento e la Costiera Amalfitana ad Est. Mentre pregavamo e poi discutevo sulle strategie di battaglia spirituale, guardavo i gabbiani all’angolo del molo che puntavano i pesci che nuotavano nelle profondità del mare. Sulla via del ritorno, un pesce è letteralmente piovuto dal cielo davanti a i nostri piedi. Ci guardavamo intorno ma non vedevamo nulla, un bambino si è avvicinato per vedere il pesce.

Poiché l’immagine era piuttosto inusuale per noi, ci chiedevamo come potesse essere successo, un anziano che assisteva alla scena fuori dal comune ha detto che un gabbiano volava con il pesce in bocca e improvvisamente il pesce è caduto dalla sua bocca davanti a noi. Mio marito ed io eravamo entrambi stupefatti del pesce piovuto dal cielo così il bambino. Ho detto al bimbo: “Lo vuoi?” Ha detto: “no!”, Così ho detto: “Lo lancerò di nuovo da dove viene, nel mare!!!”

Il ragazzo è corso a vedere il pesce nell’acqua e diceva “è morto?” Mio marito abbiamo risposto: “No, non lo è, era ancora vivo quando era caduto, respirava e ora è tornato nel mare dove appartiene”. Il ragazzo ha detto: “puoi immaginare quanto è stato ferito e senza fiato?”, “Sì”, abbiamo detto, “ma ora è felice e libero di nuotare con i suoi amici!”

Non so voi, ma i pesci non cadono dal cielo ogni giorno davanti ai  nostri piedi, né i gabbiani perdono il loro cibo per darlo a noi e volare via. Sapevamo che questo veniva dal Signore, mentre stavamo parlando del modo in cui Yeshua legge le nostre menti e conosce i nostri bisogni, sia che parliamo dei nostri bisogni o meno.

La scorsa settimana, infatti, abbiamo ricevuto entrambi che avevamo bisogno di pesce che contiene più vitamina D per la mia tiroide. Dato che spesso digiuniamo solo con verdure, frutta secca e frutta, Hashem ci ha dato una chiave per mantenere il digiuno senza perdere le forze.

Mi è venuto in mente un versetto, che in realtà sta arrivando sempre di più durante questo periodo:

(Luca 12:22-34) “Poi disse ai suoi discepoli: “Perciò vi dico: Non siate in ansia per la vostra vita di che mangerete, né per il vostro corpo di che vi vestirete. La vita vale più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi, essi non seminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre; ebbene, voi valete molto più degli uccelli. E chi di voi può con la sua ansietà aggiungere alla sua statura un sol cubito? Se dunque non potete far neppure ciò che è minimo, perché siete in ansia per il resto? Osservate come crescono i gigli: essi non lavorano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, in tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. Ora se Dio riveste così l’erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto maggiormente rivestirà voi, o gente di poca fede? Inoltre non cercate che cosa mangerete o che cosa berrete, e non ne state in ansia, perché le genti del mondo cercano tutte queste cose, ma il Padre vostro sa che voi ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non temere, o piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno. Vendete i vostri beni e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove il ladro non giunge e la tignola non rode. Poiché dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore”

Tornando a casa, mi sono ricordata del profeta Elia, che fu chiamato da Hashhem a fare cose strane per la maggior parte delle persone che avevano una vita normale ai suoi tempi, ma in obbedienza alla parola di Hashem egli fu in realtà nutrito dagli uccelli come è scritto in:

(1 Re 17:2-6) A lui fu rivolta questa parola del Signore: “Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherit, che è a oriente del Giordano. Ivi berrai al torrente e i corvi per mio comando ti porteranno il tuo cibo”. Egli eseguì l’ordine del Signore; andò a stabilirsi sul torrente Cherit, che è a oriente del Giordano. I corvi gli portavano pane al mattino e carne alla sera; egli beveva al torrente.”

Mi piace vedere quanto è grande e al di sopra della nostra immaginazione il lavoro di Hashem in noi. Può provocare gli uccelli a darci da mangiare, solo se siamo obbedienti alla Sua parola. Come Paolo, disse in

(Filippesi 4:12-13): “ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza.”

Ci sarà un tempo in cui non avremo soldi, come lo siamo stati nel passato, quando saremo nutriti solo da Hashem! Grazie Hashem per la tua provvigione in ogni momento della nostra vita!

Preghiamo affinché la nostra obbedienza sia accresciuta da Hashem e la nostra saggezza da Lui venga ampliata, e il Suo favore agli occhi di quelli che saranno usati per benedirci per il Suo Nome sia una benedizione per gli altri bisognosi, Nel Nome di Yeshua , Amen

Shavuah Tov !!!

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15 March 2019

You prepare a table before me in the presence of my enemies.

Last week, I attended my cousin’s funeral. He was 48 years old, just like me, and he lost his life leaving a wife and a little girl. Since he was living in France, his body was transported by a special car service. The funeral took place after a week he died. I prayed before going to the funeral, where many people stood up in memory of him. His family was crying and friends from many places were joining to honor his loss. The catholic priest spoke about the loss of our beloved ones, trying to comfort the family. He sang a beautiful song during the Holy Communion from the Psalm 23:5. “These words caught me:” You prepare a table before me in the presence of my enemies.” I never understood the deep meaning of these words. Even if our body dies, (Ephesians 2:1-9) He has prepared a table for us, the supper of the Messiah, so that in the very moment of separation from our beloved ones we finally receive the promises He made for us, giving us a place at His table, in His everlasting Kingdom. Those words gave me a completely prospective of what I have experienced until now meditating upon them; I have prayed these verses thousands times, applying them to my everyday life, in the warfare, but never thought of these verses for the trespassing from life to death, and from death to eternal glory in His presence.

How good is Hashem, who loves us so much to speak in every moment of our lives. He comforts us as He did in the last supper, while facing His dead, He said in Matthew 26:26-29: “While they were eating, Yeshua took bread, and when he had given thanks, he broke it and gave it to his disciples, saying, “Take and eat; this is my body. Then he took a cup, and when he had given thanks, he gave it to them, saying, “Drink from it, all of you. This is my blood of the covenant, which is poured out for many for the forgiveness of sins. I tell you, I will not drink from this fruit of the vine from now on until that day when I drink it new with you in my Father’s kingdom.”

I finally understood He meant He would have had His supper with us in His Kingdom, through the Supper of the Messiah. Many are already living the beauty of His supper at His table in heaven, others will join by the time of their passage from life to death. Others like me are joyfully living the anticipation of that supper through these verses every time they receive the holy communion as a prophetic act of the moment we will meet Yeshua at His second coming. I cannot wait to be at that table Yeshua and be part of that perfect supper You have prepared for us. Thank you Yeshua for Your Salvation! Shabbat Shalom

15 Marzo 2019

“Per me tu imbandisci la tavola, sotto gli occhi dei miei nemici;”

La scorsa settimana ho partecipato al funerale di mio cugino. Aveva 48 anni, proprio come me, e ha perso la vita lasciando una moglie e una bambina. Dal momento che viveva in Francia, il suo corpo è stato trasportato da un servizio di auto speciale. I funerali si sono svolti dopo una settimana dalla sua morte. Ho pregato prima di andare al funerale, dove molte persone si sono presentate per ricordarlo. La sua famiglia piangeva e gli amici provenienti da molti luoghi si univano per onorare la sua perdita. Il prete Cattolico, nel suo sermone, ha parlato della perdita dei nostri cari, cercando di confortare la famiglia.

Ha poi cantato una bella canzone durante la Santa Cena tratta dal Salmo 23. Queste parole mi hanno catturato: “Prepari una tavola davanti a me in presenza dei miei nemici”. Non ho mai capito il significato profondo di queste parole, fondate sull’adempimento del salmo di Davide nella morte e resurrezione di Yeshua, e futura mensa del Messia a cui parteciperemo un giorno. Anche se il nostro corpo muore, (Efesini 2:1-9) Yeshua ha preparato una mensa per noi, la mensa del Messia, così che nel momento stesso della separazione dai nostri cari finalmente noi che abbiamo ricevuto Lui come nostro Salvatore, riceviamo le promesse che Egli ha fatto per noi, dandoci un posto alla Sua mensa, nel Suo Regno Eterno.

Quelle parole mi hanno dato una prospettiva completamente nuova di ciò che ho vissuto fino ad ora meditando su di loro; Ho pregato questi versetti migliaia di volte, applicandoli alla mia vita di tutti i giorni, nella battaglia spirituale, ma non ho mai pensato a questi versetti come compimento del Regno Messianico attraverso il passaggio dalla vita alla morte, e dalla morte alla gloria eterna alla Sua presenza.

Quanto è buono Hashem, che ci ama così tanto da parlare in ogni momento della nostra vita. Egli ci conforta come ha fatto nell’ultima cena, mentre sta affrontando la sua morte, egli ha detto in Matteo 26:26-29: “Mentre mangiavano, Yeshua prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: “Prendete, mangiate, questo è il mio corpo”. Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”.

Alla fine ho capito che Yeshua intendeva che Egli avrebbe condiviso la Sua mensa con noi nel Suo regno, attraverso la Mensa del Messia (Regno Messianico). Molti stanno già vivendo la bellezza della Sua Mensa al Suo tavolo in cielo, altri si uniranno al momento del loro passaggio dalla vita alla morte. Altri come me stanno vivendo gioiosamente l’anticipazione di quella Mensa attraverso questi versetti ogni volta che ricevono la Santa Cena come un atto profetico del momento in cui incontreremo Yeshua alla Sua seconda venuta. Non vedo l’ora di essere a quella mensa Yeshua e di far parte di quella Mensa perfetta che hai preparato per noi. Grazie Yeshua per la Tua Salvezza! Shabbat Shalom

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14 March 2019

A cord of three strands

I have not heard about successful marriages, but I have heard of strong, brave and adventurous marriages. The ones none can break! Personally, my marriage is based upon the Rock of my Salvation, Yeshua the Messiah, who is the One who leads, encourages, heals and delivers my marriage every day.

My husband and I have met after many years of prayers and struggles. We overcame many problems in lives before we could finally meet. But, Hashem had a plan for us that was full of Faith, Hope and Love. Yeshua is the Center of our lives, marriage, relationship with others and every sphere of our existence.

The scriptures speak of the cord of three strengths in Ecclesiastes 4:12 Though one may be overpowered, two can defend themselves. A cord of three strands is not quickly broken. He is the One who keeps us together and united in the Spirit. He is the One who writes every word we say, write and action we do. He is the Alpha and the Omega, the beginning and the End.

I pray that every person who is reading this message shall find hope and love in Him first, so that their marriages will be strengthened from the inside out. In Yeshua’ s name, amen. Have a wonderful day, Blessings!

14 Marzo 2019

Una corda a tre capi

Non ho sentito parlare di matrimoni di successo, ma ho sentito parlare di matrimoni forti, coraggiosi e avventurosi. Quelli che nessuno può distruggere! Personalmente, il mio matrimonio si basa sulla Roccia della mia Salvezza, Yeshua il Messia, che è Colui che conduce, incoraggia, guarisce e libera il mio matrimonio ogni giorno.

Mio marito ed io ci siamo incontrati dopo molti anni di preghiere e di difficoltà. Abbiamo superato molti problemi nella vita prima che potessimo finalmente incontrarci. Ma Hashem aveva un piano per noi pieno di Fede, Speranza e Amore. Yeshua è il centro delle nostre vite, del nostro matrimonio, della nostra relazione con gli altri e di ogni sfera della nostra esistenza.

Le Scritture parlano della corda a tre capi in Ecclesiaste 4:12 Se uno tenta di sopraffare chi è solo, due gli terranno testa; una corda a tre capi non si rompe così presto. Yeshua è Colui che ci tiene uniti nel corpo e uniti nello Spirito. Lui è Colui che scrive ogni parola che diciamo, scriviamo e azione che compiamo. Egli è l’Alfa e l’Omega, l’inizio e la fine.

Prego affinché ogni persona che sta leggendo questo messaggio troverà prima la speranza e l’amore in Yeshua, così che il loro matrimonio possa essere rafforzati dal Centro del matrimonio, Yeshua. Nel nome di Yeshua, amen. Buona giornata, benedizioni!

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13 March 2019

“Speak of your loneliness”

When Hashem made the universe, he did it out of His love for us (Genesis 1:1 In the beginning God created the heavens and the earth). It was in fact an act of love that led Him to create us and everything that is in existence since then. He was the beginning and He was the end since the beginning of all creation. At that time He was not alone, since He has always existed surrounded by His kingdom populated by His angels He created. He made us so that we could be part of His plan and fulfill His heart’s desire for us.

Sometimes, we wonder how we can be lonely in the midst of His presence. There are many believers in Yeshua though which encounter strong crisis in their faith when facing warfare and attack from the devil. They feel lonely and go through depression, ultimately they kill themselves as a consequence of the strong warfare they encounter.

Personally, I have been facing depression before I got saved in Yeshua. At that time, I had many reasons to be depressed, I lost my father, I had a tumor in the womb, I was surrounded by people doing witchcraft on me, I was  abused by the man I was supposed to get married to. Yeshua came into my life just as it was for Abraham. He spoke to me through the night, through scriptures, through a cleaner that was not even in Yeshua, through my colleagues, through a catholic priest, through a Jew, through people which did not know Him, and finally He moved me in a different country where I was blessed and completely changed my life.

I was not a religious person, being Jew meant religiosity to me, so I did not like religious people at all. I would be very stubborn and strong in my flesh that I would talk to HaShem directly as He was responsible of my pain. But He used that character, to mold me, to eliminate any form of strength in me, so that in my weaknesses I would depend on Him. My loneliness helped me to ask for help. I did not know what the words asking for help meant.  I would speak to everyone I met on the street, people from all of over the world with different languages and traditions, different denominations, different aspects of His love in us.

I was homeless, I searched for His love with all of my heart, with all of my mind and soul, in every place I went, I was lonely and in need of people around me asking for a love I never encountered before that would fill the hole I had in my heart since I was born, and I knew that Hashem was close to me. Every day and night I would be alone in the street speaking to Him, and He would let me meet incredible people I would have never met if I was not alone. A Jew was used by Hashem to say what I had in my heart to my father dead many years ago, a French lady was opening  the door of her house to me to stay, an English girl was listening to me for hours while crying in a club. Loneliness is the key of our relationship with Yeshua. If we ask for Him, He will answer in the silence of our loneliness, He is gentle and kind and He wants us to listen to Him. We cannot hear His voice when we are busy doing our own things and pretending He blesses us with no saying. He is our creator, He knows us and He has carved us in the palms of His hands.

Yeshua found me in the midst of my loneliness, in my homelessness, in my poverty, in my weakness and desire to kill myself jumping from the 21st floor of a skyscraper in London.

So, why are we lonely if HaShem is with us. If He is always surrounding us like the mountains surround Jerusalem. Why are we not bowing on our knees and praising Him for His goodness and mercy for us, for our lives and family redeemed and restored, for our healing and deliverance from the past, for His answer to prayer, for His daily miracles in us and through us, for His love and compassion.

Acts 8:9-11 Now there was a man named Simon, who formerly was practicing magic in the city and astonishing the people of Samaria, claiming to be someone great; and they all, from smallest to greatest, were giving attention to him, saying, “This man is what is called the Great Power of God.” And they were giving him attention because he had for a long time astonished them with his magic arts.

We do not like to be alone with Hashem because: we fear His voice, we know that when He speaks, He breaks down our shame and false defensive ways, we have no more excuses, He destroys our crystal barriers we built to defend our exteriority in our churches and places of worship where He has no place to come anymore.

Acts 8:20-23 But Peter said to him, “May your silver perish with you, because you thought you could obtain the gift of God with money! “You have no part or portion in this matter, for your heart is not right before God. “Therefore repent of this wickedness of yours, and pray the Lord that, if possible, the intention of your heart may be forgiven you. “For I see that you are in the gall of bitterness and in the bondage of iniquity.”

It is a shame to be a believer in Yeshua and not being able to be alone in His presence. Nowadays, churches are clubs and businesses where there is no place for Hashem and for His Son and Ruack Hakodesh. If He wants to speak, the club won’t allow Him to. This means rejecting His ultimate sacrifice for us, rejecting the freedom He gave us to live a life of abundance in Him, ultimately rejecting Him.

Luke 22:21-24 21 “But behold, the hand of the one betraying Me is with Mine on the table. “For indeed, the Son of Man is going as it has been determined; but woe to that man by whom He is betrayed!” And they began to discuss among themselves which one of them it might be who was going to do this thing. And there arose also a dispute among them as to which one of them was regarded to be greatest.

The fear of loneliness leads us to destruction as we search for our own desires coming from our flesh, we look for careers in the church and for idolatry, we look for recognition and power which are two things HaShem destroys completely on His coming. Ultimately we look for people used by the devil to destroy us.

2 Timothy 1:7 says:” For God has not given us a spirit of fear, but of power and of love and of a sound mind.”

Since I was a child, I was very independent and used to be alone. I played with children but I really enjoyed being alone, writing, reading, dancing, acting, painting were few of my interests. Hashem made me that way and He has used me through tests which not everyone would accept in life. I have been paying the price of serving Him as single woman first. I got married just few years ago, and I did it out of obedience to Hashem. It has not been easy to be in a marriage after such a long time spent just with Hashem. But Hashem has blessed me with the person He knew would serve Him in His way.

Luke 22:25-27 And He said to them, “The kings of the Gentiles lord it over them; and those who have authority over them are called ‘Benefactors.’ “But it is not this way with you, but the one who is the greatest among you must become like the youngest, and the leader like the servant. “For who is greater, the one who reclines at the table or the one who serves? Is it not the one who reclines at the table? But I am among you as the one who serves.

One day, we will be completely alone at His presence, and He will judge us based upon who we are in Him and for what we have done in Him.

Matthew 25:1-13 “At that time the kingdom of heaven will be like ten virgins who took their lamps and went out to meet the bridegroom. Five of them were foolish and five were wise. The foolish ones took their lamps but did not take any oil with them. The wise ones, however, took oil in jars along with their lamps. The bridegroom was a long time in coming, and they all became drowsy and fell asleep. “At midnight the cry rang out: ‘Here’s the bridegroom! Come out to meet him!’ “Then all the virgins woke up and trimmed their lamps. The foolish ones said to the wise, ‘Give us some of your oil; our lamps are going out.’ “‘No,’ they replied, ‘there may not be enough for both us and you. Instead, go to those who sell oil and buy some for yourselves.’ “But while they were on their way to buy the oil, the bridegroom arrived. The virgins who were ready went in with him to the wedding banquet. And the door was shut.  “Later the others also came. ‘Lord, Lord,’ they said, ‘open the door for us!’ “But he replied, ‘Truly I tell you, I don’t know you.’ “Therefore keep watch, because you do not know the day or the hour.

Let us prepare to that encounter spending more time in His presence. It is the only way we can look at that encounter having peace from Him.

Isaiah 54:10 “‘For the mountains may depart and the hills be removed, but my steadfast love shall not depart from you, and my covenant of peace shall not be removed,’ says the Lord, who has compassion on you.”

13 Marzo 2019

“Parla della tua solitudine”

Quando Hashem creò l’universo, lo fece per amor Suo (Genesi 1:1 In principio Dio creò i cieli e la terra). È stato infatti un atto d’amore che lo ha portato a creare noi e tutto ciò che esiste da allora. Egli era l’inizio ed Egli era la fine sin dal principio di tutta la creazione. A quel tempo non era solo, poiché è sempre esistito circondato dal Suo regno popolato dai suoi angeli che egli ha creato. Ci ha creati in modo che potessimo essere parte del Suo piano e soddisfare il desiderio del Suo cuore per noi.

A volte, ci chiediamo come possiamo essere soli in mezzo alla Sua presenza. Ci sono molti credenti in Yeshua che incontrano una forte crisi nella loro fede quando affrontano la guerra spirituale e si troavno attaccati dal diavolo. Si sentono soli e attraversano la depressione, alla fine si uccidono come conseguenza della forte guerra spirituale che incontrano.

Personalmente, ho affrontato la depressione prima di essere salvata in Yeshua. A quel tempo, avevo molte ragioni per essere depressa, avevo perso mio padre, avevo un tumore nel grembo materno, ero circondata da persone che facevano stregoneria su di me, ero stata abusata dall’uomo con cui dovevo sposarmi. Yeshua è entrato nella mia vita proprio come lo era per Abramo. Mi ha parlato durante la notte, attraverso le Scritture, attraverso un addetta alle pulizie che non era nemmeno in Yeshua, attraverso i miei colleghi al lavoro, attraverso un prete Cattolico, attraverso un Ebreo, attraverso persone che non Lo conoscevano, e infine mi ha spostato in un altro paese in cui sono stata benedetta ed ha completamente cambiato la mia vita.

Non ero una persona religiosa, essere ebrea significava religiosità per me, quindi non mi piacevano affatto le persone religiose. Ero molto testarda e forte nella mia carne da parlare direttamente con HaShem come se Lui fosse stato responsabile del mio dolore. Ma Egli ha usato il mio carattere, per plasmarmi, per eliminare ogni forma di forza in me, così che nelle mie debolezze sarei dipesa da Lui. La mia solitudine mi ha aiutato a chiedere aiuto. Non sapevo cosa significassero le parole “chiedere aiuto”. Parlavo a tutti quelli che incontravo per strada, persone provenienti da tutto il mondo con lingue e tradizioni diverse, diverse denominazioni, diversi aspetti del Suo amore in noi.

Ero senzatetto, cercavo il Suo amore con tutto il mio cuore, con tutta la mia mente e anima, in ogni posto dove andavo, ero sola e avevo bisogno di persone intorno a me, chiedendo un amore che non avevo mai incontrato prima che potesse riempire il buco che avevo nel mio cuore sin da quando ero nata, ma sapevo che Hashem era vicino a me. Ogni giorno e notte ero sola in strada a parlare con Lui, ed egli mi faceva incontrare persone incredibili che non avrei mai incontrato se non fossi stata da sola. Un Ebreo fu usato da Hashem per dire quello che avevo nel mio cuore a mio padre morto molti anni fa, una signora francese mi apriva la porta di casa sua per ospitarmi, una ragazza inglese mi ascoltava per ore mentre piangevo in un club. La solitudine è la chiave della nostra relazione con Yeshua. Se lo chiediamo, Egli risponderà nel silenzio della nostra solitudine; Egli è gentile e desidera che lo ascoltiamo. Non possiamo ascoltare la Sua voce quando siamo impegnati a fare le nostre cose e a fingere di star bene aspettandoci che ci benedica senza dire nulla. Egli è il nostro creatore, ci conosce e ci ha scolpiti nei palmi delle Sue mani.

Yeshua mi ha trovato nel mezzo della mia solitudine, del mio essere senzatetto, della mia povertà, della mia debolezza e del desiderio di uccidermi saltando dal 21° piano di un grattacielo a Londra.

Quindi, perché siamo soli se HaShem è con noi. Se ci circonda come le montagne circondano Gerusalemme. Perché non ci inchiniamo a Lui e lo lodiamo per la sua bontà e misericordia per noi, per la nostra vita e famiglia redenta e restaurata, per la nostra guarigione e liberazione dal passato, per la Sua risposta alla preghiera, per i Suoi miracoli quotidiani in noi e attraverso di noi, per il Suo amore e compassione.

Atti 8:9-11 V’era da tempo in città un tale di nome Simone, dedito alla magia, il quale mandava in visibilio la popolazione di Samaria, spacciandosi per un gran personaggio. A lui aderivano tutti, piccoli e grandi, esclamando: “Questi è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grande”. Gli davano ascolto, perché per molto tempo li aveva fatti strabiliare con le sue magie.

Non ci piace essere soli con Hashem perché: temiamo la Sua voce, sappiamo che quando parla, Egli distrugge ogni nostra falsa vergogna e false difese, non abbiamo più scuse, egli distrugge le nostre barriere di cristallo che abbiamo costruito per difendere la nostra esteriorità nelle nostre chiese e luoghi di culto dove Yeshua non ha più luogo per venire.

Atti 8:20-23 Ma Pietro gli rispose: “Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio. Non v’è parte né sorte alcuna per te in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Pentiti dunque di questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonato questo pensiero. Ti vedo infatti chiuso in fiele amaro e in lacci d’iniquità”.

È un peccato essere un credente in Yeshua e non poter essere soli alla Sua presenza. Al giorno d’oggi, le chiese sono club e mercati in cui non c’è posto per Hashem, per Suo Figlio Yeshua e per il Ruack Hakodesh. Se Egli vuole parlare, il club non lo permetterà. Questo significa rifiutare il Suo sacrificio estremo per noi, rigettando la libertà che Egli ci ha dato di vivere una vita di abbondanza in Lui, alla fine rigettandolo.

Luca 22:21-24 “Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!”. Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò. Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande.

La paura della solitudine ci conduce alla distruzione mentre cerchiamo i nostri desideri che provengono dalla nostra carne, cerchiamo carriere nella chiesa e l’idolatria, cerchiamo il riconoscimento e il potere che sono due cose che HaShem distrugge completamente alla Sua venuta. Alla fine cerchiamo le persone usate dal diavolo per distruggerci.

2 Timoteo 1:7 dice: “Dio non ci ha dato uno spirito di paura, ma di potenza, di amore e di mente sana”.

Sin da quando ero bambina, ero molto indipendente e ero solitaria. Giocavo con altri bambini ma mi piaceva molto stare da sola, scrivere, leggere, danzare, recitare, dipingere erano solo alcuni dei miei interessi. Hashem mi ha fatto in quel modo e mi ha usato attraverso prove che non tutti avrebbero accettato nella vita. Ho pagato il prezzo di servirLo prima come donna single. Mi sono sposata solo pochi anni fa e l’ho fatto per obbedire ad Hashem. Non è stato facile essere in un matrimonio dopo tanto tempo trascorso sola con Hashem. Ma Hashem mi ha benedetto con la persona che sapeva avrebbe servito Lui a modo Suo.

Luca 22:25-27 Egli disse: “I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.”

Un giorno saremo completamente soli alla Sua presenza e Lui ci giudicherà in base a chi siamo in Lui e per ciò che abbiamo fatto in Lui.

Matteo 25:1-13 “Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque avvedute; le stolte, nel prendere le loro lampade, non avevano preso con sé dell’olio; mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avevano preso dell’olio nei vasi. Siccome lo sposo tardava, tutte divennero assonnate e si addormentarono. Verso mezzanotte si levò un grido: “Ecco lo sposo, uscitegli incontro!” Allora tutte quelle vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle avvedute: “Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Ma le avvedute risposero: “No, perché non basterebbe per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene!” Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui nella sala delle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi vennero anche le altre vergini, dicendo: “Signore, Signore, aprici!” Ma egli rispose: “Io vi dico in verità: Non vi conosco”.

Prepariamoci a quell’incontro trascorrendo più tempo alla Sua presenza. È l’unico modo in cui possiamo guardare quell’incontro  e avere pace in Lui.

Isaia 54:10 Anche se i monti si spostassero e i colli fossero rimossi, il mio amore non si allontanerà da te né il mio patto di pace sarà rimosso, dice l’Eterno, che ha compassione di te.

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12 March 2019

“I Will Double Your Portion”

Today, while going to a doctor’s appointment for a checkup to see about increasing my veteran disability, I found a 5 cent coin on the ground in front of the building. After the appointment, I was walking up towards the main street and found another 5 cent coin. Both times I thanked Adonai for the coins grateful for every penny I find. Once I got to another street and walked out of a pastry shop, I found a 10 cent coin on the ground, again thanking Adonai for such a nice gift. At this point I received these words “ I will double your portion”. I thought “Wow”! That would give me 100 percent disability instead of 50 percent. “Thank you God!!!”

It brings to mind the story of Elisha in 2 Kings 2:9 when Elijah asked Elisha what he could do for him before being taken away. “And so it was, when they had crossed over, that Elijah said to Elisha, “Ask! What may I do for you, before I am taken away from you?” Elisha said, “Please let a double portion of your spirit be upon me.”

Without asking, Adonai will double my portion, at least until the time when it stops. I know that the money that he gives us is going to be used for his kingdom and to survive. It is never to get rich, do nothing and be lazy. I am simply humbled and grateful that Adonai gives me the favor that I do not deserve.

Clint Frye

12 Marzo 2019

“Raddoppierò la Tua Porzione”

Oggi, mentre andavo da un medico per un controllo per vedere come aumentare la mia disabilità da veterano, ho trovato una moneta da 5 centesimi a terra di fronte all’edificio. Dopo l’appuntamento, stavo camminando verso la strada principale e ho trovato un’altra moneta da 5 centesimi. Entrambe le volte ho ringraziato Adonai per le monete, grato per ogni centesimo che trovo. Una volta che sono arrivato ad un’altra strada e sono uscito da una pasticceria, ho trovato una moneta da 10 centesimi a terra, ringraziando di nuovo Adonai per un regalo così bello. A questo punto ho ricevuto queste parole “Raddoppierò la tua porzione”. Ho pensato “Wow”! Questo mi darebbe il 100% di disabilità invece del 50%. “Grazie Dio!!!”

Ricorda la storia di Eliseo in 2 Re 2:9 quando Elia chiese a Eliseo cosa poteva fare per lui prima di essere portato via. “Dopo che furono passati, Elia disse ad Eliseo: “Chiedi ciò che vuoi che io faccia per te, prima che sia portato via da te”. Eliseo rispose: “Ti prego, fa’ che una doppia porzione del tuo spirito venga su di me”.

Senza chiedere, Adonai raddoppierà la mia porzione, almeno fino al momento in cui finirà la provvigione. So che il denaro che ci darà sarà usato per il Suo regno e per sopravvivere. Non è mai per diventare ricchi, non fare nulla ed essere pigri. Sono semplicemente umiliato e grato che Adonai mi dia il favore che non merito.

Clint Frye

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11 March 2019

“Do not testify in vain”

This morning I had a vivid image of Moses speaking to the people of Israel at the feet of Mount Sinai. He was standing furious upon a rock to be seen by all of them, after forty days spent on the mountain Sinai to receive the Ten Commandments from HaShem.

No one would have the courage to go up with him except Yehoshua (Joshua); the people of Israel were afraid of HaShem and asked Moses to go up and hear from HaShem for all of them, that they would believe what he would receive from the Lord.

When something did not go like they said it should, they started doubting Moses was still alive after all those days on the mountain, so they asked Aaron to give them a god they could see and touch, so the golden calf was built out of their gold. They worshipped the image of a mute idol and completely forgot about Moses and their request to HaShem.

In Exodus 32:7-9 we read: Then the Lord said to Moses, “Go down, because your people, whom you brought up out of Egypt, have become corrupt. They have been quick to turn away from what I commanded them and have made themselves an idol cast in the shape of a calf. They have bowed down to it and sacrificed to it and have said, ‘These are your gods, Israel, who brought you up out of Egypt.’ “I have seen these people,” the Lord said to Moses, “and they are a stiff-necked people. Now leave me alone so that my anger may burn against them and that I may destroy them. Then I will make you into a great nation.”

Just as Moses, in that moment, at the presence of HaShem, receiving the Torah on Mount Sinai, I have been receiving these words from HaShem, which compels my heart towards the people I love the most, my people, the people of Israel, that the Lord has chosen, that the Lord has called to be a great nation, but which still does not listen to His voice and does not obey His commandments. As Moses and many others after him, I pray and intercede for the people of Israel, that they may receive a new covenant in HaShem, that will free them from the bondage they are in, a bondage of gold and silver, that still keeps their eyes from seeing the truth from HaShem.

Nowadays, many Jews, His people, reject HaShem, His covenant with them, proclaiming there is no God, that there is no sin, that all they are seeing and living come from the work of their hands, from their power and man’s work.

Just like on the Mount Sinai, HaShem has caused people like me and many others around the globe to share His Torah (Old Covenant) and His Brit Chadashah (New Covenant) in Yeshua HaMashiach to the Jews. Just as Moses said, I pray “Lord,” he said, “why should your anger burn against your people, whom you brought out of Egypt with great power and a mighty hand? Why should the (enemy) Egyptians say, ‘It was with evil intent that he brought them out, to kill them in the mountains and to wipe them off the face of the earth’? 

I pray: “Turn from your fierce anger; relent and do not bring disaster on your people. Remember your servants Abraham, Isaac and Israel, to whom you swore by your own self: ‘I will make your descendants as numerous as the stars in the sky and I will give your descendants all this land I promised them, and it will be their inheritance forever.”

HaShem listens to the prayer of His servants and does not harm Israel despite their disobedience and pride, despite the fact they have been astray from His will for them.  

Thanks to the intercession of the Jews in Yeshua (Messianic Jews) and the prayer of the saints all around the world (Jews and Gentiles in Yeshua), HaShem relents and does not bring on his people the disaster he had threatened. We certainly are not called to react like Moses did to their behavior.

In fact, something at the time of Moses did not work well. Moses had prayed and intercede for his people, so that Hashem would not kill them. As we read, as Moses went down from the Mount of Sinai, and heard the sound of their worship and saw the dancing to the golden idol:

Exodus 32:19 When Moses approached the camp and saw the calf and the dancing, his anger burned and he threw the tablets out of his hands, breaking them into pieces at the foot of the mountain. And he took the calf the people had made and burned it in the fire; then he ground it to powder, scattered it on the water and made the Israelites drink it.

Thanks to HaShem, we have received His freedom to worship Him in Spirit and Truth through His Son Yeshua HaMashiach, who sacrificed himself for us all, so we are free to live His abundant life and share His word to the Jews first then to the Gentiles. A new life, a new covenant based upon His graceful love for us gives us a new heart and put a new spirit in us; In fact, He has removed from us our heart of stone and has given us a heart of flesh (Ezekiel 36:26).

Just as Moses, we could share HaShem word in vain, if after receiving the Torah and the Brit Chadashah (New Covenant), we would then break the very work of His hand in front of the people He has chosen. It is important then to allow the Ruach HaKodesh working in us before speaking to His people, so that they might receive His forgiveness and not His judgmental and human words.

We may keep the Torah (Old Covenant) and the Brit Chadashah (New Covenant) He has graciously given us and share His faith, hope and love with His people Israel.

I pray, that every eye and hear, every mind and soul, every nation and tribe might receive His glorious kingdom today in their heart. His kingdom is pure, gentle and kind. There is no envy or strife but Love in Him. Let’s come to adore the One of Israel: Yeshua HaMashiach.   

Gabriella Frye

11 Marzo 2019

“Non testimoniare invano”

Questa mattina ho avuto un’immagine vivida di Mosè che parlava al popolo di Israele ai piedi del Monte Sinai. Egli era in piedi furioso su una roccia, per essere visto da tutti loro, dopo quaranta giorni trascorsi sul monte Sinai per ricevere i dieci comandamenti da HaShem.

Nessuno di loro aveva avuto il coraggio di andare con lui tranne Yehoshua (Giosuè); il popolo di Israele aveva paura di HaShem e chiese a Mosè di salire e sentire da HaShem la Sua volontà per tutti loro. Essi avrebbero creduto a ciò che Mosè avrebbe ricevuto dal Signore.

Qualcosa non andò come avevano detto, essi cominciarono a dubitare che Mosè fosse ancora vivo dopo tutti quei giorni sulla montagna, così essi chiesero ad Aaron di dare loro un Dio che potevano vedere e toccare, così il vitello d’oro fu costruito dal loro oro e gioielli. Adorarono l’immagine di un idolo muto e dimenticarono completamente Mosè e la loro richiesta a HaShem.

In Esodo 32:7-10 leggiamo:  l’Eterno disse allora a Mosè: “Va si sono presto sviati dalla strada che io avevo loro ordinato di seguire; si sono fatti un vitello di metallo fuso, si sono prostrati davanti ad esso, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “O Israele, questo è il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto”. L’Eterno disse ancora a Mosè: “Ho visto questo popolo, ed ecco, è un popolo dal collo duro. L’Eterno disse a Mosè: Or dunque, lasciami fare, affinché la mia ira si accenda contro di loro e li consumi; ma di te io farò una grande nazione».

Proprio come Mosè, in quel momento, alla presenza di HaShem, ricevendo la Tora sul monte Sinai, oggi ho ricevuto queste parole da HaShem, che compungono il mio cuore verso le persone che amo di più, la mia gente, il popolo di Israele, che il Signore ha scelto, che il Signore ha chiamato per essere una grande nazione, ma che non ascolta ancora la Sua voce e non obbedisce ai Suoi comandamenti. Come Mosè e molti altri dopo di lui, prego e intercedo per il popolo di Israele, affinché essi possano ricevere una nuova alleanza in HaShem, che li libererà dalla schiavitù in cui si trovano, una schiavitù fatta di oro e argento, che impedisce ancora i loro gli occhi dal vedere la verità da HaShem.

Oggigiorno, molti Ebrei, il Suo popolo, respingono HaShem, la Sua alleanza con loro, proclamando che non c’è Dio, che non c’è peccato, che tutto ciò che vedono e vivono proviene dall’opera delle loro mani, dalla loro potenza e dal lavoro dell’uomo.

Proprio come sul Monte Sinai, HaShem ha causato negli Ebrei, persone come me e molti altri in tutto il mondo, a condividere la sua Torah (Vecchio Patto/Alleanza) e il Suo Brit Chadashah (Nuovo Patto/Alleanza) in Yeshua HaMashiach (Luca 24:44). Proprio come disse Mosè, prego “Signore”, disse, “perché la tua ira dovrebbe bruciare contro il tuo popolo, che hai portato fuori dall’Egitto con grande potenza e mano potente? Perché gli egiziani (nemici) dovrebbero dire: “Era con l’intento malvagio che li ha portati fuori, per ucciderli sulle montagne e per cancellarli dalla faccia della terra”?

Prego: “Distogli dalla tua ira ardente; cedere e non portare disastri alla tua gente. Ricorda i tuoi servi Abramo, Isacco e Israele, ai quali hai giurato per te stesso: “Farò della tua discendenza numerosa come le stelle nel cielo e darò ai tuoi discendenti tutta questa terra che ho promesso loro, e sarà la loro eredità per sempre.””

HaShem ascolta la preghiera dei Suoi servi e non reca danno a Israele nonostante la loro disobbedienza e orgoglio, nonostante siano Si siano allontanati dalla Sua volontà per loro.

Grazie all’intercessione degli Ebrei in Yeshua (Ebrei Messianici) e alla preghiera dei santi in tutto il mondo (Ebrei e Gentili a Yeshua), HaShem si arrende e non porta sul Suo popolo il disastro che ha minacciato. Sicuramente non siamo chiamati a reagire come ha fatto Mosè al loro comportamento.

In effetti, qualcosa al tempo di Mosè non ha funzionato bene. Mosè aveva pregato e interceduto per il suo popolo, in modo che Hashem non li uccidesse. Leggiamo, come Mosè scese dal monte Sinai, e udì il suono della loro adorazione e li vide ballare dinnanzi all’idolo d’oro:

Esodo 32:19 Quando Mosè si avvicinò all’accampamento e vide il vitello e i balli, la sua ira si infiammò e gettò le tavole dalle sue mani, facendole a pezzi ai piedi della montagna. E prese il vitello che la gente aveva fatto e lo bruciò nel fuoco; poi lo macinò in polvere, lo sparse sull’acqua e fece bere agli Israeliti.

Grazie ad HaShem, abbiamo ricevuto la Sua libertà di adorarlo in Spirito e Verità attraverso Suo Figlio Yeshua HaMashiach, che si è sacrificato per tutti noi, quindi siamo liberi di vivere la Sua abbondante vita e di condividere la Sua parola (Luca 24:44) agli Ebrei prima e poi ai Gentili. Una nuova vita, una nuova alleanza basata sul Suo amore compassionevole per noi ci dona un nuovo cuore e un nuovo spirito; Infatti, Egli ha rimosso da noi il nostro cuore di pietra e ci ha dato un cuore di carne (Ezechiele 36:26).

Proprio come Mosè, potremmo condividere la parola HaShem invano, se dopo aver ricevuto la Torah e il Brit Chadashah (Nuova Alleanza), avessimo spezzato l’opera stessa della Sua mano di fronte alle persone che Lui ha scelto. È importante quindi consentire al Ruach HaKodesh di lavorare in noi prima di parlare al Suo popolo, in modo che anch’essi essi possano ricevere il Suo perdono e (Luca: 24:44) non le sue parole giudizio umano.

Possiamo ritenere la Torah (Vecchia Alleanza) e il Brit Chadashah (Nuova Alleanza) che è il compimento della stessa che HaShem ci ha gentilmente donato condividendo la Sua fede, speranza e amore con il Suo popolo Israele.

Prego, affinché ogni occhio e ogni orecchio, ogni mente e ogni anima, ogni nazione e ogni tribù possano ricevere il Suo regno glorioso oggi nel loro cuore. Il Suo regno è puro e gentile. Non c’è invidia o conflitto ma Amore in Lui. Veniamo ad adorare l’Unico Vero Dio di Israele: Yeshua HaMashiach.

Gabriella Frye

Atelier 5352

10 March 2019

If someone offends you, do not answer

Psalm 55:22 Cast your burden on the Lord, And He shall sustain you; He shall never permit the righteous to be moved.

When we receive an offense, we must not react to that offense, but simply give our punishment and desire for justice to HaShem. The apostle Paul, during his long sea voyages and vicissitudes in dry land, in suffering, and in the accusation of many, the persecution of others for the cause of Yeshua, said: “I delight in persecution”. In 2 Corinthians 12:7-10, in fact, he declares: And lest I should be exalted above measure by the abundance of the revelations, a thorn in the flesh was given to me, a messenger of Satan to buffet me, lest I be exalted above measure. Concerning this thing I pleaded with the Lord three times that it might depart from me. And He said to me, “My grace is sufficient for you, for My strength is made perfect in weakness.” Therefore most gladly I will rather boast in my infirmities, that the power of Christ may rest upon me. Therefore I take pleasure in infirmities, in reproaches, in needs, in persecutions, in distresses, for Christ’s sake. For when I am weak, then I am strong.

In his letter to the Romans, he says (Romans 8:28) “Now we know that all things work together for good for those who love God”

Now, it is easy brothers and sisters, to look at Paul with a benevolent eye, and believe what He was experiencing as a result of his testimony of Yeshua, but in the times when He lived, many, even believers in Yeshua, did not recognize him as a servant of Yeshua, they were afraid of him, they persecuted him for his call to bring the word of the Messiah outside the synagogue walls of the orthodox Jews of that time and in the homes of the then Messianic Jews in Israel and diaspora, He was said to be not of God; many believers feared to be deceived by him because of his past, for his actions against the believers in Yeshua in Jerusalem and throughout Israel. But Paul lived the fullness of the grace of HaShem, in fact the Ruach HaKodesh comforted him saying: “My grace is sufficient for you, because my power is perfect in weakness”. 2 Corinthians 12:8

Paul was used to test the faith of many believers in Yeshua, the same apostles of the Messiah in Israel, and to be like the Messiah of scandal for the Jews of that time. The Messianic Jews of the time as well as the Orthodox wanted to enclose Hashem’s will in their small synagogues in which the rabbinical writing had replaced the Torah (written law received by HaShem) with the rabbinical oral law, made up of laws created by men instead to pursue the will of HaShem added other human laws. They did not allow the Ruach HaKodesh to operate according to the will of HaShem. If these were right, brothers and sisters, there would not be the bride of the Messiah in the world and His word would not be brought to the Gentiles to the ends of the earth. There would be no believers in Yeshua in all of the nations and the fulfillment of His mandate in us given to the apostles in Shavuot would not exist. Brothers and sisters, we can not change our past, as it was for Paul, nor the present in which we are mocked, rejected, persecuted, betrayed by our own brothers and sisters who listen to other voices instead of that of Ruach HaKodesh; Our purpose is not to justify ourselves to others, but to fight the right spiritual battle (Ephesians 6:12), “our fight is not in fact against blood and flesh, but against principalities, against powers, against rulers of this world of darkness, against the spiritual forces of wickedness, which are in the heavenly places”, which is not an answer in the flesh against those who offend us or persecute us for the cause of Yeshua.

Paul said to the Philippians 1:12-18 “But I want you to know, brothers, that the things which happened to me have actually turned out for the furtherance of the gospel, so that it has become evident to the whole palace guard, and to all the rest, that my chains are in Christ; and most of the brethren in the Lord, having become confident by my chains, are much more bold to speak the word without fear. Some indeed preach Christ even from envy and strife, and some also from goodwill: The former preach Christ from selfish ambition, not sincerely, supposing to add affliction to my chains; but the latter out of love, knowing that I am appointed for the defense of the gospel. What then? Only that in every way, whether in pretense or in truth, Christ is preached; and in this I rejoice, yes, and will rejoice.” 

Brothers and sisters, it is not for us to judge one or the other, nor the world around us, but to do His will until the end of time, in obedience, putting all our pains, all our afflictions, into the hands of the One who he created us. He will not make us waver, he will not let the righteous have any hesitation in faith, if we throw all our afflictions into His hands. As in Psalm 55:22 one recites: “Cast your burden on the  LordAnd He shall sustain you; He shall never permit the righteous to be moved”. In fact, the Ruach HaKodesh, in the fullness of His presence in us, speaks to us, while we are in spiritual battle, while we are weak and attacked from every side for our faith in Yeshua, He defends us with His true fire and fills us with mouth of His living word. 

What a wonderful day it presents to believers in Yeshua every day knowing that His word is alive, it is our double-edged sword, and it is not we who have to judge those who hurt us, but only Yeshua. In fact, as James, we should consider it a great joy to be in trials; James 1:2-4My brethren, count it all joy when you fall into various trials, knowing that the testing of your faith produces patience. But let patience have its perfect work, that you may be perfect and complete, lacking nothing.” We too, as it was for Yeshua, will learn obedience from suffering, and like Him who, Though [speaking of Christ] was the Son, he learned obedience from the things he suffered” 

Yeshua alone is our judge and sees everything, tries everything, even the smallest, in our life through His word. He raises us if we humble ourselves, humbles us if we raise ourselves up. By doing so, He carries forth His good work in us and gives us peace beyond afflictions because, as the letter to the Romans recites in chapter 8, (Romans 8:28). “We know that all things work together for the good of those who they love God, who are called according to his purpose.”

Shavua Tov to you all!
Good week to all of you!

Gabriella Frye

10 Marzo 2019

Se qualcuno ti offende, non rispondere

Salmo 55:22 Getta sull’Eterno il tuo peso, ed Egli ti sosterrà; Egli non permetterà che il giusto vacilli.

Quando riceviamo un offesa, non dobbiamo reagire a quell’offesa, ma semplicemente dare la nostra pena e voglia di giustizia ad HaShem. L’apostolo Paolo durante le sue lunghe traversate in mare e peripezie in terra ferma, nella sofferenza, e nell’accusa di molti, la persecuzione di altri per la causa di Yeshua, diceva: mi diletto nelle persecuzioni. In 2 Corinzi 12:7-10 infatti, egli dichiara:

“Inoltre, affinché non m’insuperbisca per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stata data una spina nella carne, un angelo di Satana per schiaffeggiarmi affinché non m’insuperbisca. A questo riguardo ho pregato tre volte il Signore che lo allontanasse da me. Ma egli mi ha detto: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza”. Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Yeshua riposi su di me. Perciò io mi diletto nelle debolezze, nelle ingiurie, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle avversità per amore di Yeshua, perché quando io sono debole, allora sono forte.”

Nella sua lettera ai Romani, egli dice (Romani 8:28) “Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio”…

Ora, è facile fratelli e sorelle, guardare a Paolo con occhio benevolo, e credere a ciò che Egli stava vivendo come conseguenza della sua testimonianza di Yeshua, ma nei tempi in cui Egli visse, molti, anche credenti in Yeshua, non lo riconoscevano servo di Yeshua, avevano paura di lui, lo perseguitavano per la sua chiamata a portare la parola del Messia al difuori delle mura delle sinagoghe degli ebrei ortodossi di allora e nelle case degli allora ebrei messianici in Israele e diaspora, Egli era ritenuto non da Dio; molti credenti temevano di essere vittime di raggiro da parte sua a  causa del suo passato, per le sue azioni contro i credenti in Yeshua in Gerusalemme e in tutta Israele. Ma Paolo, viveva la pienezza della grazia di HaShem, infatti il Ruach HaKodesh lo confortava dicendogli: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza”. (2 Corinzi 12:8)

Paolo veniva usato per provare la fede di molti credenti in Yeshua, gli stessi apostoli del Messia in Israele, e per essere come il Messia di scandalo per gli ebrei di allora. Gli Ebrei Messianici di allora così come gli ortodossi, volevano rinchiudere la volontà di Hashem nelle loro piccole sinagoghe in cui la scrittura rabbinica aveva sostituito la Torah (legge scritta ricevuta da HaShem) con la legge orale rabbinica, fatta di leggi create da uomini che invece di perseguire la volontà di HaShem aggiungeva altre leggi umane. Essi non permettevano che il Ruach HaKodesh operasse secondo la volontà di HaShem. Se questi avessero avuto ragione, fratelli e sorelle, non ci sarebbe al mondo la sposa del Messia e la Sua parola non sarebbe stata portata ai gentili fino ai confini della terra. Non esisterebbero credenti in Yeshua in tutte le nazioni e non esisterebbe il compimento del Suo mandato in noi dato agli apostoli a Shavuot. Fratelli e sorelle, non possiamo cambiare il nostro passato, così come fu per Paolo, né il presente in cui siamo scherniti, rigettati, perseguitati, traditi dai nostri stessi fratelli e sorelle che ascoltano altre voci invece che quella del Ruach HaKodesh; Il nostro proposito non è quello di giustificare noi stessi agli altri, ma di combattere la giusta battaglia spirituale (Efesini 6:12),”il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti”, che non è risposta nella carne contro chi ci offende o ci perseguita per la causa di Yeshua.

Paolo diceva ai Filippesi 1:12-18 “Ora, fratelli, voglio che sappiate che le cose che mi sono accadute sono risultate ad un più grande avanzamento dell’evangelo, tanto che è noto a tutto il pretorio e a tutti gli altri che io sono in catene per Cristo; e la maggior parte dei fratelli nel Signore, incoraggiati dalle mie catene, hanno preso maggiore ardire nel proclamare la parola di Dio senza paura. Alcuni invero predicano Cristo anche per invidia e contesa, ma vi sono anche altri che lo predicano di buon animo. Quelli certo annunziano Cristo per contesa, non puramente, pensando di aggiungere afflizione alle mie catene, ma questi lo fanno per amore, sapendo che sono stabilito alla difesa dell’evangelo. Che importa? Comunque sia, o per pretesto o sinceramente, Cristo è annunziato; e di questo mi rallegro, anzi me ne rallegrerò anche per l’avvenire.”

Fratelli e sorelle, non sta a noi giudicare gli uni e gli altri, né il mondo intorno a noi, ma fare la Sua volontà fino alla fine dei tempi, in obbedienza, rimettendo ogni nostra pena, ogni nostra afflizione, nelle mani di Colui che ci ha creati. Egli non ci farà vacillare, non lascerà che il giusto abbia tentennamenti nella fede, se noi getteremo ogni nostra afflizione nelle Sue mani. Come nel Salmo 55 (Salmo 55:22) si recita: ” Getta sull’Eterno il tuo peso, ed Egli ti sosterrà; Egli non permetterà che il giusto vacilli. Infatti, il Ruach HaKodesh, nella pienezza della Sua presenza in noi, ci parla, mentre siamo in battaglia spirituale, mentre siamo deboli e attaccati da ogni parte per la nostra fede in Yeshua, Lui ci difende con il Suo fuoco verace e ci riempie la bocca della Sua parola viva.

Che meravigliosa giornata si presenta ogni giorno ai credenti in Yeshua, sapendo, che la Sua parola viva, è la nostra arma a doppio taglio e non siamo noi a dover giudicare chi ci fa del male, ma solo Yeshua. Infatti noi, cosi come Giacomo dovremmo considerare una grande gioia l’essere dinnanzi alla prova (Giacomo1:2-4) “CONSIDERATE UNA GRANDE GIOIA, fratelli miei, quando vi trovate i fronte a prove di vario genere, sapendo che la prova della vostra fede PRODUCE costanza. E la costanza compia in voi un’opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti.” Anche noi, come fu per Yeshua impareremo l’ubbidienza dalla sofferenza, e come Lui che, “Benché [parlando di Cristo] fosse Figlio, imparò l’ubbidienza DALLE cose che soffrì

Yeshua solo è il nostro giudice e vede ogni cosa, prova ogni cosa, anche la più piccola nella nostra vita attraverso la Sua parola. Egli ci innalza se noi ci abbassiamo, ci abbassa se ci innalziamo. Coì facendo Egli porta avanti la Sua buona opera in noi e ci conferisce la pace aldilà delle afflizioni poiché’ come recita la lettera ai Romani, (Romani 8:28) Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali son chiamati secondo il suo proponimento. 

Shavua Tov a tutti voi!

Buona Settimana a tutti voi!

Gabriella Frye

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8 March 2019

What we see is not what we hear

When I was a child, I loved playing hide and seek with my dad; without thinking, I would be hidden under my father’s desk most of the time. That spot was a kind of shelter for me! I would also bring my favorite toys there in my hiding place. My father could perfectly see me from far away and know that I was hiding, just as I always had done.

There was no other place like that at home, since I tried other spots which would not work as well as this one for my play time. I could hear his steps and voice coming from the corridor. I would be afraid of moving from where I was and try the best I could not to be seen, closing my eyes and even placing a chair in front of me.

As a child, I could not realize that what I was doing was predictable and quite methodical in the game. What was happening was well known to my father, so he would go around the house and call me. From my tiny point of view, I could barely see his feet and legs pretending to search for me, while his voice was calling for me. I would stay as quiet as possible and I did not realize he already knew where I was.

Today, this scene came to my mind and I received this words from the Lord: “What you see is not what you hear!”

When the prophet Elijah ran away from Jezebel, who wanted to kill him, Elijah was afraid and he ran to hide in a cave, BUT this was not the will of the Lord for Elijah. Elijah was a prophet and he was called to eventually die for the cause of the Lord, NOT to HIDE.

Just as my father, the Lord would come to his beloved wanting to speak to him, so he allowed him to enter into the cave and rest, then:

There Elijah entered a cave and spent the night, and the word of the LORD came to him, saying, “What are you doing here, Elijah?” “I have been very zealous for the LORD, the God of Hosts,” he replied, “but the Israelites have forsaken Your covenant, torn down Your altars, and killed Your prophets with the sword. I am the only one left, and they are seeking my life as well.” Then the LORD said, “Go out and stand on the mountain before the LORD. Behold, the LORD is about to pass by.”

And a great and mighty wind tore into the mountains and shattered the rocks before the LORD, but the LORD was not in the wind. After the wind there was an earthquake, but the LORD was not in the earthquake. After the earthquake there was a fire, but the LORD was not in the fire. And after the fire came a still, small voice.

That small voice reminded me of the beauty of the voice of the Lord saying: “what you see is not what you hear”. As the prophet Elijah, we see our past failures in front of us, so we feel guilty for what we did wrong, what did not go through as we hoped and we see our weaknesses as an obstacle to the Lord’s work in us, just as Elijah did:

When Elijah heard it, he wrapped his face in his cloak and went out and stood at the mouth of the cave.

BUT the Lord wants to speak to us with small voice asking: Suddenly a voice came to him and said, “What are you doing here, Elijah?” (1 Kings 19:9-18)

What you see is not what you hear! What we see in front of us does not match with the Lord’s voice calling us. We are so full of shame for what we did not do, what we were not be able to achieve, what has not worked through, that we do not pay attention to what the Lord has already prepared for us!

I am probably speaking only to me right now, and none of you is probably going through what I am going through, BUT the Lord has never asked us to hide in a cave, where none can kill us. His spirit speaks to us because the spirit of the Lord is on us, because the Lord has anointed us to proclaim good news to the poor.

He has sent us to bind up the brokenhearted, to proclaim freedom for the captives and release from darkness for the prisoners, to proclaim the year of the Lord’s favor and the day of vengeance of our God, to comfort all who mourn, and provide for those who grieve in Zion: to bestow on them a crown of beauty instead of ashes, the oil of joy instead of mourning, and a garment of praise instead of a spirit of despair.

The Lord’s point of view is completely different from ours, He sees us just where we are, in the conditions we are living. He knows where our heart is, He knows the circumstances which led us in a cave, and as a patience and loving Father He is trying to let us understand our heart and soul,

When Elijah heard it, he wrapped his face in his cloak and went out and stood at the mouth of the cave. Suddenly a voice came to him and said, “What are you doing here, Elijah?”

Just like in the memories from my childhood, Elijah was trying to hide in a cave, not realizing that He already knew where he was and why he was there.

What we see in our daily life is a picture of what has already come to pass, that comes from our tiny prospective of our invisible caves where we think there is no way the Lord can see us. The reason why He allows us to hide is to understand our conditions and call upon His Name for help, recognizing that in our weaknesses He is strong. He is the only one who can give us an answer through a small voice to our painful hearts in our hiding places.

He wants us to stand at the mouth of our caves and proclaim that: Instead of our shame, we will receive a double portion, and instead of disgrace we will rejoice in our inheritance. And so we will inherit a double portion in our land, and everlasting joy will be ours.

“For I, the Lord, love justice; I hate robbery and wrongdoing. In my faithfulness I will reward my people and make an everlasting covenant with them. Their descendants will be known among the nations and their offspring among the peoples. All who see them will acknowledge that they are a people the Lord has blessed.”

So, brothers and sisters, how good He is when He comes and speaks through His small voice in our pity moments saying: “What you see is not what you hear!” Because what we hear is His voice that calls us to leave the cave, leave the place of human uncertainty, of guilt and shame and place our feet upon His rock, in the freedom of His Kingdom, of His stability, proclaiming that we delight greatly in Him; that our soul rejoices in Him.

For He has clothed us with garments of salvation and arrayed us in a robe of his righteousness, just like Elijah did before the Lord, we are His servants, called to go out for His Name to be lifted high, and as a bridegroom adorns his head like a priest, and as a bride adorns herself with her jewels, we prepare ourselves to meet Him.

For as the soil makes the sprout come up and a garden causes seeds to grow, so the Sovereign Lord will make righteousness and praise spring up before all nations. Let’s start praising Him for the circumstance we are living, giving all to Him, proclaiming His kingdom come in our lives, family and nations, so that He might fulfill His plan in us.

Gabriella Frye

8 Marzo 2019

Quello che vediamo non è ciò che sentiamo

Da bambina, adoravo giocare a nascondino con mio padre; senza riflettere, mi nascondevo sotto la scrivania di mio padre il più delle volte. Quel posto era un rifugio per me! Portavo i miei giocattoli preferiti lì nel mio nascondiglio. Mio padre poteva perfettamente vedermi da lontano e sapere che dove mi stavo nascondendo, proprio come ero solita fare.

Non c’era nessun altro posto come quello a casa, dal momento che avevo provato altri posti che non avevano funzionato bene come quello lì per il mio tempo di gioco. Potevo sentire i suoi passi e la sua voce provenire dal corridoio. Avevo paura di spostarmi da dove ero e facevo del mio meglio per non essere vista, chiudendo gli occhi e persino mettendo una sedia davanti a me.

Da bambina, non riuscivo a capire che quello che stavo facendo era prevedibile e abbastanza metodico nel gioco. Quello che stava accadendo era ben noto a mio padre, quindi andava in giro per casa e mi chiamava. Dal mio piccolo punto di vista, riuscivo a malapena a vedere i suoi piedi e le sue gambe mentre fingeva di cercarmi, e la sua voce mi chiamava. Rimanevo il più silenziosa possibile e non mi rendevo conto che sapeva già dov’ero.

Oggi mi è venuta in mente questa scena e ho ricevuto queste parole dal Signore: “Quello che vedi non è quello che senti!”

Quando il profeta Elia fuggì da Jezebel, che voleva ucciderlo, Elia ebbe paura e corse a nascondersi in una grotta, MA questa non era la volontà del Signore per Elia. Elia era un profeta ed era chiamato a morire per la causa del Signore, NON a NASCONDERSI.

Proprio come mio padre, il Signore veniva a trovare il suo amato figliolo volendo parlare con lui, così gli permetteva di entrare nella caverna e riposare, quindi:

Là Elia entrò in una caverna e passò la notte, e la parola dell’Eterno venne da lui, dicendo: “Che cosa fai qui, Elia?” “Sono stato molto zelante per il SIGNORE, il Dio degli eserciti,” rispose, “ma gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, abbattuto i tuoi altari e ucciso i tuoi profeti con la spada. Sono l’unico rimasto e stanno cercando anche la mia vita.” Allora il Signore disse: “Esci e mettiti sulla montagna davanti al Signore. Ecco, il Signore sta per passare”.

E un grande e potente vento stracciò le montagne e frantumò le rocce davanti al Signore, ma l’Eterno non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non fu nel terremoto. Dopo il terremoto c’era un fuoco, ma il SIGNORE non era nel fuoco. E dopo l’incendio arrivò una voce calma e sommessa. (sottovoce)

Quella piccola voce mi ha ricordato la bellezza della voce del Signore che diceva: “quello che vedi non è ciò che senti”. Come il profeta Elia, vediamo i nostri fallimenti passati davanti a noi, quindi ci sentiamo colpevoli per ciò che abbiamo fatto di sbagliato, cosa non è andato come speravamo e vediamo le nostre debolezze come un’ostacolo per il lavoro del Signore in noi, proprio come fece Elia:

Quando Elia lo sentì, si avvolse la faccia nel suo mantello e uscì e si fermò all’imboccatura della caverna.

MA il Signore vuole parlarci sottovoce e chiede: All’improvviso una voce gli si avvicinò e disse: “Cosa stai facendo qui, Elia?” (1 Re 19:9-18)

Quello che vedi non è ciò che senti! Ciò che vediamo di fronte a noi non corrisponde alla voce del Signore che ci chiama. Siamo così pieni di vergogna per ciò che non abbiamo fatto, ciò che non siamo stati in grado di raggiungere, ciò che non ha funzionato, che non prestiamo attenzione a ciò che il Signore ha già preparato per noi!

Probabilmente sto parlando solo a me stessa, e nessuno di voi probabilmente sta attraversando ciò che sto vivendo, MA il Signore non ci ha mai chiesto di nasconderci in una caverna, dove nessuno può ucciderci. Il suo Spirito ci parla perché lo Spirito del Signore è su di noi, perché il Signore ci ha consacrato per annunciare buone notizie ai poveri.

Egli ci ha mandato a fasciare i cuori spezzati, a proclamare la libertà per i prigionieri e libertà dalle tenebre per i prigionieri, per proclamare l’anno del favore del Signore e il giorno della vendetta del nostro Dio, per confortare tutti coloro che piangono e provvedere per quelli che si addolorano in Sion: donare loro una corona di bellezza invece di cenere, l’olio della gioia invece del lutto, e una veste di lode invece di uno spirito di disperazione.

Il punto di vista del Signore è completamente diverso dal nostro, Lui ci vede esattamente dove siamo, nelle condizioni in cui stiamo vivendo. Lui sa dov’è il nostro cuore, conosce le circostanze che ci hanno portato in una caverna, e come un Padre paziente e amorevole, sta cercando di farci comprendere dove è il nostro cuore e lenire le ferite della nostra anima.

Quando Elia lo sentì, si avvolse la faccia nel suo mantello, uscì e si fermò all’entrata della caverna. All’improvviso una voce gli si avvicinò e disse: “Che cosa stai facendo qui, Elia?”

Proprio come nei ricordi della mia infanzia, Elia stava cercando di nascondersi in una caverna, senza rendersi conto che HaShem sapeva già dov’era e perché era lì.

Ciò che vediamo nella nostra vita quotidiana è un quadro di ciò che è già accaduto, che proviene dalla nostra piccola prospettiva delle nostre caverne invisibili dove pensiamo che non ci sia modo in cui il Signore possa vederci. La ragione Egli per cui permette di nasconderci è per comprendere la nostre condizione spirituale e invocare il Suo nome per chiedere aiuto, riconoscendo che nelle nostre debolezze Lui è forte. È l’unico che può darci una risposta con una piccola voce ai nostri cuori in pena nei nostri nascondigli.

Lui vuole che stiamo alla bocca delle nostre caverne e proclamiamo che: Invece della nostra vergogna, riceveremo una doppia porzione, e invece di disonore gioiremo della nostra eredità. E così erediteremo una doppia porzione nella nostra terra, e la gioia eterna sarà nostra.

“Perché io, il Signore, amo la giustizia; Odio la rapina e l’ingiustizia. Nella mia fedeltà ripagherò il mio popolo e stringo un’alleanza eterna con loro. I loro discendenti saranno conosciuti tra le nazioni e la loro prole tra i popoli. Tutti quelli che li vedranno riconosceranno che sono un popolo che il Signore ha benedetto”.

Quindi, fratelli e sorelle, quanto è buono quando HaShem viene e parla attraverso la Sua piccola voce nei nostri momenti di pietà dicendo: “Quello che vedi non è ciò che senti!” Perché ciò che sentiamo è la Sua voce che ci chiama a lasciare la caverna, a lasciare il posto dell’incertezza umana, della colpa e della vergogna e mettere i nostri piedi sulla Sua roccia, nella libertà del Suo Regno, della Sua stabilità, proclamando che ci dilettiamo molto in lui; che la nostra anima esulta in Lui.

Poiché Egli ci ha rivestiti di vesti di salvezza e ci ha ricoperti di una veste della sua giustizia, proprio come fece Elia davanti al Signore, noi siamo i suoi servitori, chiamati a uscire perché il suo nome fosse innalzato, e come uno sposo adorna il suo capo come un servo di HaShem, e come una sposa si adorna con i suoi gioielli, ci prepariamo ad incontrarLo.

Poiché come il suolo fa germogliare il germoglio e un giardino fa crescere i semi, così il Signore Sovrano farà giustizia e lode davanti a tutte le nazioni. Cominciamo a lodarlo per la circostanza che stiamo vivendo, dando tutto a Lui, proclamando che il Suo regno viene nella nostra vita, famiglia e nazione, in modo che Egli possa adempiere il suo piano in noi.

Shabbat Shalom dalla nostra famiglia alla vostra!

Gabriella Frye